Turnisti di RebusDove morirai2026 - Pop punk

Dove moriraiprecedenteprecedente

Una canzone che racconta il momento in cui crescere diventa consapevolezza.

Il nuovo singolo dei Turnisti Di Rebus si colloca in quel momento preciso in cui la crescita smette di essere un’ipotesi lontana e diventa una sensazione concreta. Una percezione fisica, quasi termica, che attraversa il corpo quando lo sguardo si apre sul futuro e, nello stesso tempo, riconosce ciò che è già stato vissuto. La canzone si muove dentro questa consapevolezza con passo misurato, affidandosi a immagini quotidiane e riconoscibili.

"Dove morirai" mette al centro una scrittura che sembra annotare il presente mentre accade, con la sensazione di arrivare sempre un attimo dopo rispetto a ciò che si vorrebbe essere. Nei versi iniziali affiora una difficoltà quasi generazionale nel dare forma alle cose, nel “disegnare un volto” che abbia davvero il peso di quelli capaci di cambiare il mondo. L’immagine dei robot senza mani funziona come metafora efficace di un tempo che corre veloce, lasciando addosso l’impressione di essere spettatori più che protagonisti.

Il testo procede per frammenti emotivi, pensieri che si rincorrono e si contraddicono senza bisogno di essere risolti. La ricerca di una volontà “di andare a passo con l’età” convive con la perdita di riferimenti, con la domanda reiterata su chi sia davvero l’altro e sul motivo della sua presenza. Il fulcro non sta nelle spiegazioni, bensì nella verifica di una vicinanza reale, nel bisogno elementare di sapere se qualcuno c’è e se resta.

Nella seconda parte emerge una tensione più esplicita tra attesa e immobilità, tra desiderio di slancio e percezione di essere rimasti fermi al punto di partenza. Le immagini calcistiche, le autocitazioni ironiche, il riferimento esplicito alla scrittura pop italiana inseriscono il brano in una dimensione quotidiana e riconoscibile, senza appesantirlo. Anche quando il racconto si apre a una dichiarazione più ampia, come nel battito che risuona “in ogni attimo”, resta una misura emotiva controllata, coerente con il tono generale.

Sul piano sonoro, i riferimenti a Finley e Bambole di Pezza emergono nella struttura melodica e nell’attitudine diretta, con un pop-punk ripulito e consapevole, più interessato alla tenuta emotiva che all’impatto immediato. “Dove morirai” si muove dentro una riflessione sull’età, sull’identità e sul tempo come risorsa finita, senza cercare risposte definitive. È una canzone che accompagna una fase della vita con onestà, lasciando spazio a chi ascolta di riconoscersi in quella sospensione che arriva quando crescere smette di sembrare una promessa e inizia a farsi responsabilità.

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La recensione Dove morirai di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-02-11 07:14:37

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