Un singolo che morde, avvelena e seduce, intonando una danza macabra fatta di carne, rumore e desiderio.
Ascoltare Lingua, il nuovo singolo di Donïa Nö, nom de plume dietro cui si cela la musicista toscana di nascita e romana d'adozione Tania Giommoni, è un'esperienza simile a quella vissuta dal povero Giorgio di fronte a Fosca, nell'omonimo romanzo di Ugo Tarchetti. Una traccia oscura, ossessiva e per certi versi sgraziata, ma che ti accalappia sin dalla prima riproduzione: proprio come l'isterica protagonista della più celebre opera della Scapigliatura.
A quasi due anni di distanza da Finché sono viva, il suo EP d'esordio, Donïa Nö torna su Rockit con un pezzo completamente autoprodotto insieme ad Alessandro "Led" Scorta che si muove nelleatmosfere morbose e vespertine che sin dagli inizi costituiscono una delle colonne portanti del suo immaginario. Tre minuti e mezzo in cui Giommoni oscilla tra strofe solcate da una voce calda e profonda - in certi passaggi affine a quella di Shirley Manson dei Garbage - e vere e proprie urla sregolate che deflagrano nei ritornelli.
Nel pezzo la cantante toscana sussurra, geme e sbraita versi intrisi di una fisicità sensoriale, mettendo al centro la lingua intesa sia come organo vivo, carne inquieta che studia, lecca e assaggia il mondo anche quando farlo provoca tormento, sia come entità dilaniata dalla frizione tra ciò che si vuole dire e ciò che si riesce davvero a esprimere.
Ma tu come fai?
Ma tu come fai?
Sei pronto a leccare
Anche senza la saliva
Arriva dove tu non puoi
Dove tu non puoi
Canta Donïa Nö nel suo ultimo singolo. Un dualismo lirico e canoro che si riflette nel sound altrettanto bipolare di questa traccia, diviso tra il post-punk darkeggiante dei Bauhaus e l'industrial rock à la Nine Inch Nails, grazie alla turbolenta convivenza tra synth grumosi e power chord di chitarra belli lerci, incastonati nei colpi secchi e metallici di una cassa in quattro quarti.
A conti fatti, Lingua è un pezzo che trova nel suo aspetto ruvido, scabroso e sleazy la propria chiave di volta. Un brano perturbante, plasmato da un’artista che, con ostinazione e conturbante sensualità, sta costruendo passo dopo passo un linguaggio e un'estetica davvero originali nel panorama indipendente italiano.
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La recensione Lingua di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-02-12 23:20:40

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