Un pugno di canzoni che giungono ai timpani senza troppe parole di circostanza e confermano (con la forza delle soluzioni espressive adottate) tutto il potenziale di Marco Nardone
Non perde tempo in chiacchiere di circostanza Marco Nardone, la cui priorità è puntare i riflettori sulle proprie canzoni confluite in "Al cuore, Ramon", extended play disponibile da pochi giorni all'ascolto attraverso le principali piattaforme di distribuzione.
Sei episodi rimpolpano una tracklist che parte dal cantautorato per edificare un proprio immaginario, soluzioni espressive e stilistiche emancipate dalle influenze dei decenni trascorsi, pronte ad elevarsi a qualcosa di personale, nel pieno rispetto di una certa attitudine acustica e analogica, ortodossa nei confronti della musica suonata. Nelle increspature del pentagramma, e nei testi dell'artista romano, si assapora una vita fatta di piccole tensioni, di scene del quotidiano che diventano tasselli di un mosaico molto più grande, quella che sostanzialmente si chiama vita. Marco Nardone, nelle suggestioni di questa release, si rivela a tratti dissacrante, ma sempre portatore di una sensibilità ormai poco utilizzata nelle dinamiche del music business: un autore che mette in condivisione dei concetti tanto personali quanto utili a stimolare determinati meccanismi empatici con chi ascolta.
Si archivia un album che lascia la convinzione di essere slancio per ulteriori sviluppi; in "Al cuore, Ramon" ci sono molti elementi meritevoli di essere approfonditi con rinnovati spunti creativi, per finalizzare canzoni in linea con quanto di buono apprezzato questa volta.
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La recensione Al cuore, Ramon di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-02-18 13:21:15

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