Met F1shFiorellino2026 - Rap, Hip-Hop

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Un racconto d’amore che tra rap, persistenza della memoria e dolorosi colpi di scena ribalta ogni certezza.

Fiorellino, il nuovo singolo di Met F1sh, al secolo Damiano Capo, è una breve ma eccezionale masterclass di storytelling. In meno di due minuti e mezzo, l’ultima traccia del rapper e beatmaker campano di nascita, ma da qualche anno di stanza a Roma, ti convince di aver già capito tutto. Poi, come nei più riusciti colpi di scena cinematografici, ti raggiunge alle spalle senza fare rumore, piantandoti una lama gelata tra le scapole.

Nella sua prima parte, Fiorellino si presenta infatti come una canzone che si muove lungo un sentiero battuto già da moltissimi artisti: quello, decisamente scivoloso, in cui il rap incontra la canzone d’amore. Met F1sh sembra affidarsi a un copione già scritto: quello di un ragazzo che prova a raccogliere i cocci dopo la fine di una relazione ("Fiorellino sono a pezzi e non so dirti quanto manchi"), aggrappandosi sia a ricordi intimi e sensoriali ("Amavo quel profumo che indossavi cosi dolce e cosi intenso") che a piani di vita andati ormai in fumo ("Fissandoci negli occhi sognavamo un bel futuro / Entrambi sognavamo una villetta e una famiglia").

Poi, una volta arrivati al giro di boa, le strofe di Capo si trasformano, piombandoci addosso con la stessa violenza del camion che, in un istante, ribalta il destino dei protagonisti e il significato stesso della canzone. Perché quelle che fino a pochi secondi prima sembravano le parole di un ragazzo intento a leccarsi le ferite del post-breakup, ora appaiono come il dolorosissimo flusso di coscienza di un fidanzato in lutto per la morte della propria compagna a causa di un incidente stradale.

Dopo un paio d’ore, mi sono risvegliato in ospedale
Con il gesso qualche punto sulla faccia ed il collare
Chiedevo come stessi senza avere una risposta
Tuo padre mi ha gridato "Dani è morta"

Racconta Met F1sh nel passaggio forse più doloroso del suo ultimo singolo. Un funereo plot twist in cui anche i ritornelli cantati da Sakuna cambiano completamente prospettiva, diventando l’eco di una presenza che purtroppo appartiene a un altro piano astrale.

A enfatizzare il peso emotivo di questo dialogo ci pensa il beat confezionato da King Brulè, capace di destreggiarsi tra la cupezza contemporanea della trap e l’eleganza malinconica di un hip-hop dal retrogusto old school, intrecciando hi-hat serrati e bassi profondi di 808 con accordi sospesi di pianoforte e synth crepuscolari.

Fiorellino è un brano con cui Met F1sh mette in mostra la sua indubbia capacità di storyteller. Una traccia in grado di trasformare una storia apparentemente semplice in un racconto in cui la persistenza della memoria e l'incapacità di gestire la scomparsa di chi amiamo di più emergono con una chiarezza cristallina.

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La recensione Fiorellino di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-07-29 17:00:53

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