Designe Sogno o son mesto? 2026 - Cantautoriale, Pop, Indie

Sogno o son mesto? precedente

Un elogio in salsa indie pop al tempo che passa e alla poesia delle cose non fatte.

L’ozio e il senso di colpa per aver sprecato un altro giorno senza fare un bel niente: sono queste le due stelle polari che guidano la narrazione di Sogno o son mesto?, il nuovo EP di Designe, nom de plume dietro cui si cela il cantautore bergamasco Marco Cianciotta.

A più di un anno di distanza da Terrori di gioventù, l'artista lombardo specializzato in "musica per incensurati" torna con tre tracce che mettono al centro quei momenti in cui sembra che tutto vada avanti tranne la nostra vita, tra ore che evaporano, piani rimandati a data da destinarsi e promesse che ci facciamo ogni giorno senza mai mantenerle. 

Strofe dal sapore poco dolce e molto amaro, intonate da Cianciotta con una voce slacker, soffusa e quasi distaccata, stese su strumentali dal classico taglio indie, esplorato da tre angolazioni diverse: dalla sua anima più pop e immediata di Perdigiorno a quella più nostalgica e retrò di Le Nuvole, passando per una parentesi cantautorale che in Malavita lascia intravedere scorci e profumi mediterranei. Un tris di brani costruito attorno a uno strumming di chitarra acustica, su cui vengono innestati groove di batteria minimali, gommose linee di basso e tappeti di synth anni ’80 brillanti nella loro essenza d'antan.

A conti fatti, Sogno o son mesto? è un lavoro che pesca a piene mani da una stagione musicale ormai ampiamente sedimentata nei nostri padiglioni auricolari. Un ascolto tutt'altro che rivoluzionario ma comunque piacevole, capace di scivolare via, leggero come le nuvole che seguiamo con lo sguardo nei giorni in cui, con la testa piena di pensieri, restiamo inchiodati a terra

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La recensione Sogno o son mesto? di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-02-22 18:21:04

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