03/06/2000 di Enrico Rigolin

Chissà quali strane maree hanno portato questo cd sin sulla mia scrivania. Ne è fautore tale Alberto Grollo, che edita sotto l’egida della mestrina High Tide un album dal titolo "Dolomia", per un totale di 15 brani, più di un’ora di musica. Fra i "marchi", il patrocinio della Regione Veneto, l’imprimatur del Club Alpino Italiano (!!) e le marchette alle migliori ditte di chitarre ed amplificatori che probabilmente esistano in Italia; supporto di musicisti di primo piano (cito solo Gae Manfredini alla chitarra, nome noto ai vecchi lettori di "Chitarre"), e soprattutto lo stesso mago della 6 corde (nonché factotum: piano, cori, tastiere e programmazione batterie) Alberto Grollo.

Potrei proseguire, citandovi anche le registrazioni, effettuate fra Conegliano e Nashville e l’ottimo impianto grafico, insomma: operazione d’altissimo bordo, peccato che l’intestazione del nostro benemerito sito sia ROCKIT, mi spiego: Rock-it, ossia "rock": erre-o-ci-kappa, che per quanto possa (debba) andare inteso nella sua più vasta accezione, non può a parere mio inglobare (considerare) proposte simili alla presente. (A latere, fors’anche fuori tema, invito alla riflessione circa la sensibilità delle Istituzioni nostrane… eccolo qui, il Nordest: Ivana Spagna presenta Ritmi Globali, chi organizza un piccolo festival estivo deve genuflettersi per elemosinare sponsorizzazioni dai distributori di birra, e la Regione finanzia questo genere di prodotti…).

Sotto la scritta del titolo è riportata la dicitura: "relaxing music", e siamo quindi avvisati sin dall’inizio: new age, atmosfere soffuse, tappeti da documentario ruffiano, sottofondi ideali per gustarsi un tramonto sul mare o sulle stesse Dolomiti. Quindi, sia chiaro: niente pogo, niente up-tempo, distorsioni, testi, niente rock. La New Age sbarca nel Triveneto, e l’ha fatto probabilmente da un bel po’: solo per la High Tide, lo stesso Grollo ha già pubblicato 5 album, rigorosamente tutti con paesaggio in copertina e titolo del tipo: "Acoustic World" o "After the Storm". Capirete quindi, ora, il mio iniziale disappunto per la assai soporifera miscela, ma accetterete anche il mio – momentaneo - elevato gradimento per "Dolomia, dopo un gran temporale, con tutte le terre allagate e il sole che è tornato a far capolino.

Un bel lavoro, ma non è certo questa la sede adatta per prenderlo in considerazione.

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