Tra post-punk e shoegaze, un singolo che racconta di quando l’amore smette di essere un rifugio e diventa una sostanza da cui non si riesce più a disintossicarsi.
A differenza di quanto centinaia di film e canzoni ci hanno disgraziatamente messo in testa, stare bene accanto a qualcuno non è sinonimo di amore. Finché quella presenza è un valore aggiunto, tutto fila. Il problema nasce quando diventa una morbosa necessità emotiva. Quando, senza l’altra persona, ci si sente letteralmente "inabili alla vita". E se chi sta dall’altra parte lo capisce e decide pure di approfittarsene, allora la parola "amore" viene spazzata via da due lemmi decisamente più sinistri: "relazione tossica".
È da questa riflessione che gli All You Can Hate hanno deciso di partire per scrivere Craving, il loro ultimo singolo. A una manciata di settimane dalla cosmica inquietudine esistenziale di Take Me To The Moon, il quartetto romano torna con un pezzo che, pur mantenendo un timing altrettanto serrato, si abbandona a un'emotività decisamente più disperata.
Sostenuto da un groove di basso e batteria dritto come un fuso, Craving lascia prepotentemente emergere il proprio spleen attraverso un intreccio di chitarre melanconico e crepuscolare, in cui il cupo ipnotismo del post-punk viene avvolto da una coltre di riverberi che lo fanno a tratti sfumare verso l'impalpabile sospensione dello shoegaze.
Un sound perfettamente allineato al (mal)umore presente nelle strofe e nei ritornelli del pezzo. Versi che, tra assenza, autodisprezzo e strumentalizzazione dei sentimenti, costruiscono un parallelo (forse un po' abusato) tra la dipendenza affettiva e l'abuso di una sostanza stupefacente.
I’m addicted
I can’t live without some issues
And you’re the one I like the most
Cantano gli All You Can Hate nel loro nuovo singolo. Pur spingendosi verso una visione ancora più pessimistica della vita rispetto al passato, Craving è un pezzo con cui la band romana gioca sostanzialmente in casa, puntando sul contrasto tra una batteria dal tiro punkettaro e chitarre in bilico tra etere e materia.
Un singolo che non toglie e non aggiunge nulla a quanto fatto dalla band finora. Il che è comunque una buona notizia, visto che la sua formula funziona già bene così. Perché a volte è meglio scegliere la strada certa piuttosto che quella incerta. L’importante è non abusarne.
---
La recensione Craving di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-03-10 22:00:10

COMMENTI