ShandonFetish2000 - Ska, Rock, Alternativo

Fetishprecedenteprecedente

E ci sono gruppi che li hai di sicuro visti in concerto, magari di striscio senza sapere bene. O comunque di cui hai spesso sentito parlare, e quindi li hai incasellati nell’indistinto insieme “conosciuti”. Gruppi così, di tanto in tanto saltano fuori nelle conversazioni tra amici, ma di cui possiedi al massimo una traccia striminzita, registrata su qualche cassettina che non ti ricordi nemmeno più qual è. Con gli Shandon succede. E sì che sono in giro da un buon lustro, sono in gamba, hanno fatto da supporter a grupponi della madonna (Rancid, Vandals, Pennywise). Però sono rimasti sempre lì, in quel limbo del “nome già sentito” e poco più. I motivi molteplici. Il genere fino a poco fa non ancora “sdoganato”, l’eccessiva eterogeneità delle canzoni, 2 album non propriamente facili e senza nessun singolo traino da gancio radiofonico. Insomma, un gruppo saldamente underground che ha macinato davvero una valangata di concerti (qui al nord non so se qualche paesello è rimasto immune al loro passaggio) e preso parte a una sfracca di compile e sbattimenti vari. La storia è questa. Fino a oggi, con questo Fetish, in cui qualcosa dicono sia cambiato. Che è in parte vero, cioè che questo cd è (finalmente?) un po’ più omogeneo, quindi più compatto e alla fine più incisivo. Genere? Sempre quello, Punkbillyskacore (dal titolo del loro primo demo nel lontano e glorioso 1994), e soprattutto un paio di brani ad alto tasso radiofonico: la leggera e solare Egostasi e la bella Ruvida. Per il resto c’è tutto quello che ci si aspetta dagli Shandon. Cantato indifferentemente in italiano o inglese e partecipazioni di amici (tra cui Alberto dei Verdena, Squa dei Mas Ruido, etc..). Lo ska-core “canonico” di Liquido e Semplice, quello in stile NoFx di Deadlock e P.N.X., rallentamenti (bellissimi!) rocksteady Steady Night e Oceans, surf a-la-Pulp Fiction in Sea-gull surf, retaggi del passato filo-hardcore più (G.G. is not dead) o meno (Blu) riusciti. E c’è addirittura una rilettura strapersonale dell’inno metal dei Metallica Seeck and Destroy !! Insomma stop, si è capito. Questi sono gli Shandon nel nuovo millennio. Hanno qualche anno in più sulle spalle rispetto agli esordi e si sente, per maturità e sintesi compositiva. Vedremo dove tutto ciò porterà. Ora quel c’è da fare è andarseli a vedere on stage.

Perfetti per Skate-contest e per Rimork-contest (cioè per rimorchiare le ragazzine punkettine...). Olè.

---
La recensione Fetish di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2000-06-08 00:00:00

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autoreavvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussioneInvia