08/10/2007

Sembra inutile ritirare in ballo la questione. Può darsi che molti di voi non sappiano nemmeno che Andrea Pomini ha suonato nei Disco Drive e che un anno fa ha deciso di lasciare il gruppo per dedicarsi ad altro. Resta importante ricordarlo perché se c’è ancora qualcuno che associa questa band a “What’s wrong with you, people?” e all’ondata post Rapture, beh, questo qualcuno dovrà ricredersi e ascoltare un album completamente diverso da tutto quello che la suddetta band ha pubblicato finora. Innanzitutto le maggiori “nuove” influenze possono essere rintracciate nei Liars di “Drum’s not dead”, nel lato pop dei This Heat e in alcune cose dei Clouddead. Resta l’affezione alla No New York, rimane la voglia di allungare i pezzi lasciando batteria e basso che tengono il ritmo mentre la chitarra si concede momenti di psichedelia acida e noise, c’è ancora un’attitudine dance. E’ aumentato il numero di strumenti e i suoni cambiano da brano a brano. Il disco non ha una sua coerenza interna e si perde più e più volte nelle mille possibilità che si hanno quando si decide di usare synth, campionatori, due batterie e valanghe di effetti. Perde anche molto dal lato estetico: prima c’era un immaginario ben preciso, tutti i pezzi erano evidentemente riconoscibili come loro. Adesso è un pasticcio dove ogni canzone potrebbe essere il lato b di un gruppo diverso.

Io penso che tutto questo non sia necessariamente un male: i tre hanno provato a sperimentare altro. E il proviamoavederechecosaesce può benissimo essere considerato il riassunto di “Things To do today”. E’ uscito un buon disco. E’ divertente e più di un pezzo ti resta in testa. E’ emersa una vena pop inimmaginabile e sembra che per tutte le 11 canzoni si rincorra il ritornello perfetto, quello catchy all’ennesima potenza (“Gonna Love This” e “Fingers And Nails” ad esempio). Le melodie sono belle e originali. “Goodbye” è davvero bomba. Di groove ce n’è molto meno. I pezzi che tentano la vecchia strada non sempre sono efficaci (quelli proprio no: “Out Of Sound” e “The Flower Stall”). Ma per fortuna – l’avrete capito - non è quella l’unica anima di “Things To do today”.

Sinceramente sono contento della strada intrapresa: hanno evitato il rischio di morire cercando un loro stessi che ormai non c’è più. Adesso c’è confusione. E’ un casino. Ma penso che ci metteranno poco a capire cosa sia davvero utile per le loro canzoni e cosa sia solo un giochino intellettuale di poco conto. E se rimarranno fedeli all’idea che dopo tutto sono un gruppo punk con la voglia di fare anche altro, allora è fatta. Bentornati.

Commenti (8)

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  • Stefano "Acty" Rocco 08/10/2007 ore 12:28 @acty

    ...confuso, come dice sandro, ma gradevole...

  • Faustiko Murizzi 08/10/2007 ore 14:39 @faustiko

    recensione azzeccatissima...

  • marcoJB 08/10/2007 ore 18:43 @drinktome

    ottimo
    e ottima la direzione
    la confusione non credo sia un problema. lo insegnano i liars dell'ultimo disco.

  • Elisabetta De Ruvo 08/10/2007 ore 21:39 @eloisa

    confuso...bah non so...a me sembra più comprensibile del primo. niente niente niente male davvero.

    :)

  • keeperlouie 13/12/2007 ore 23:26 @keeperlouie

    mah io tutta questa confusione non ce la sento... manca il groove del disco precedente ma la direzione è appunto diversa e io li preferisco così... e poi non è da tutti sfoderare melodie come quelle di goodbye, finger and nails, find me an animal (la più liars di tutte) e the flower stall...

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