ManzishOgni jornu2026 - Reggae, Indie, Hip-Hop

Ogni jornuprecedente

Tra "nostalgia di casa" e disincanto urbano, un racconto che cerca ancora la sua voce più autentica.

In un mondo dove ogni giorno pesa come un lunedì, l'unico modo per (soprav)vivere è andare avanti a testa alta, anche quando sembra mancare tutto il resto. È questo il sunto di Ogni jornu, il nuovo singolo di Manzish, moniker dietro cui si cela il rapper calabrese Massimiliano Cubello.

Con questa sua prima uscita del 2026, il musicista catanzarese compie una svolta netta, abbandonando la lingua italiana - usata fino a Catarsi, il suo ultimo disco in studio - per abbracciare il dialetto della sua città natale. Un riavvicinamento alle proprie radici che non è solo estetico ma anche "funzionale".

L’uso del dialetto accentua infatti le velleità del brano di cristallizzare l’esperienza condivisa di tanti ragazzi e ragazze costretti a trasferirsi nel grigiore caotico delle grandi città.

Un cambio di vita che promette emancipazione ma che spesso si traduce in disillusione. Perché queste "terre promesse" fatte di cemento, asfalto e smog finiscono per rivelarsi strette, congestionate, schiacciate da un effetto "collo di bottiglia": troppe persone, troppe aspettative, troppo poche reali opportunità.

Ca 'cca ogni jornu para nu lunedì
Non cridimu 'cchiù ali miracoli
Ci vo' curaggiu ma comu si fa
Di manca sempre 'a giusta opportunità

Canta Manzish nel ritornello suo ultimo singolo. Nonostante in alcuni punti mostri alcune note biografiche - come il ricordo dolceamaro di una persona che non c'è più ("Magari fusseri ancora 'cca Sacciu renderi 'cchiù ducia 'sta realtà") - Cubello sfodera inOgni jornu rime e incastri tutto sommato ben fatti ma che, nel tentativo di accomunare l'esperienza del tipico "fuorisede a Milano" tracciano i contorni del problema senza mai entrarci davvero dentro.

A questostorytelling un po' sfocato aggiunge poi la classica epica del "non mollare mai", che qua e là assume un tono leggermente paternalistico. Più che un racconto di strada vissuto sulla propria pelle, in certi passaggi Ogni jornu sembra avvicinarsi al mood di una "pubblicità progresso", smussando gli angoli invece di affondare il colpo.

Sul piano musicale, invece, il pezzo si rivela decisamente più solido, grazie a un beat in bilico tra ritmi in levare e linee di basso profonde che incastrano la traccia in un cuneo tra reggae e urban. Un mix che richiama chiaramente certe hit estive "stile Boomdabash", ma con una differenza sostanziale: qui, nonostante il taglio accessibile e il mood quasi radiofonico, i contenuti restano decisamente più conscious di quanto il tormentone medio ci abbia abituati negli ultimi anni (sì, stiamo parlando di Mambo Salentino e Karaoke).

Il risultato è un brano che, pur perdendosi in una visione un po’ "di larghe intese", rimane un ascolto piacevole oltre ogni ragionevole dubbio. Se in futuro l’uso del dialetto venisse accompagnato da uno sguardo più personale e crudo, le prossime uscite di Manzish potrebbero guadagnare una forza narrativa più incisiva.

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La recensione Ogni jornu di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-03-31 19:40:04

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