Ainé, Filippo Bubbico, LauryynLuna piena2026 - R&B

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LUNA PIENA è un ep maturo e stilisticamente inedito per il panorama pop italiano. Un lavoro pieno di chiaroscuri, che gioca col nu-soul per renderlo qualcosa di nuovo

Tre volti in copertina, nessuno si vede nitidamente. Un gioco di chiaroscuri, di raggi gialli e blu, che restituisce solamente alcuni lineamenti, quelli essenziali, dei protagonisti che vuole raccontare. Sembra la cover di un disco di Fred again.., oppure di un film coreano o cinese del decennio scorso, di quelli che strappano il cuore per le storie d'amore travagliate dai finali non esattamente felici. Un amore in discesa c'è lo stesso, ma siamo nel bel mezzo della fioritura della scena nu-soul italiana, e i tre volti sono di Ainé, Filippo Bubbico e Laurynn, riuniti in forma di trio per questo bellissimo ep, Luna piena.

14 minuti e 14 secondi di durata, un doppio numero che sa di scaramanzia, per un lavoro che gioca la sua poetica sui piccoli gesti, sulle ricorrenze, sui centri di gravità, sonori e umani, che scandiscono un amore raccontato con una serie di immagini, al limitare del giorno. Ogni brano che compone Luna Piena è una fase astronomica, e allo stesso tempo la fase di una storia che inizia nel modo più chiaro possibile, con il canto ad libitum della formula "Sei la mia luce", una dichiarazione che si accompagna attraverso la voce di Laurynn, rarefatta, persa in un arrangiamento che dal nu-soul trova lidi sempre più lattiginosi e realmente malinconici.

E sta proprio in questo la forza di questo lavoro, il continuare a risignificare un genere, per renderlo una formula nuova, opera di tre teste - e tre cuori - che si mettono a completa disposizione nel racconto. L'amore di Luna Piena è fatto di attimi perfettamente scanditi, in cui la title track è il chiaro apice, emotivo e stilistico, perché si tratta della traccia più intensa, e più esplicativa di questa idea di amore, visto come ricerca di segnali di presenza dell'altra persona, con la speranza di una corrispondenza, con il sapore del rischio.

In questo scrivere dolce e raffinato, in questo pensare la musica come un fatto di studio da arricchire con le proprie legittime velleità, è maturo anche l'epilogo, un gioco di ombre lungo novanta secondi dove le voci dei tre si completano alla perfezione, che ci dice sotto traccia che l'amore è anche mancanza, mancanza di conoscenza, accettazione delle incomprensioni. Una presa di coscienza finale sincopata che spegne piano piano il groove che aveva caratterizzato i quattro capitoli precedenti.

L'unico vero difetto di Luna Piena è la sua durata troppo breve, perché forse ne avremmo voluto di più, di questo pop mescolato col soul, di questo tentativo di rendere la nostra musica - dannatamente in crisi -, un po' più adulta e credibile alle orecchie di tutti. Ma in questi 14 minuti e 14 secondi noi ci vediamo un piccolo segnale, simbolico, forse un'illusione, del fatto che qualcuno sta tornando a fare musica come atto collettivo, che i joint album non sono solo un fatto di convenienza discografica, ma una necessità di mettere insieme sensibilità comuni. Questa notte è stata bella e illuminata, vediamo cosa ci riserva il giorno.

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La recensione Luna piena di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-03-27 10:32:00

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