Martina Di Nardo 26 2026 - Pop, Alternativo, Urban

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Un’anatomia emotiva, severa ma giusta, della crisi del quarto di secolo.

È un eterno avvicendarsi tra "flussi di speranza alternata all’ingiustificata insofferenza" a muovere il passo placido e malinconico di 26, il nuovo singolo di Martina di Nardo. A un paio di mesi dagli echi agli anni '90 di separi, la cantautrice napoletana classe '96 torna con una traccia scritta, prodotta e mixata in completa autonomia, in cui decide di affondare le proprie mani nella (poco) dolce e (molto) amara "crisi del quarto di secolo".

Tirando le somme dei danni, crolli e ripartenze susseguitisi in questi suoi primi 25 anni di vita, Di Nardo trasforma il risultato di questi continui saliscendi esistenziali in un testo intriso di disincanto emotivo, veicolato con quell'attitudine "Me Against the World" squisitamente hip-hop. Strofe e ritornelli capaci di mettere al centro un io frammentato tra controllo e caduta, relazioni fallite e forzata resilienza, alle prese con un processo di elaborazione tutt’altro che lineare, che trova un proprio punto d’equilibrio nell’idea di imparare, semplicemente, "a bastarsi da sola".

Ogni volta che conosco qualcuno
So già come finirà ma
Ho imparato a bastarmi
Ad evitare i bastardi

Canta Martina Di Nardo nel refrain del suo ultimo singolo. Versi crudi attraversati da una continua tensione tra lucidità e frastuono interiore, che la musicista campana adagia su un sound alternative pop in grado di guardare alla fumosa evanescenza del cloud rap. Un mix ottenuto grazie a beat di 808 rallentati, synth atmosferici e linee vocali cariche di riverbero e vocoder. Stratificazioni che, nei momenti più densi, arrivano quasi a saturare il mix, spingendo il flow melodico proposto da Di Nardo verso una dimensione più sfumata, a tratti vicina al mumble rap.

Se si dovesse riassumere 26 in una locuzione aggettivale, la scelta ricadrebbe senza ombra di dubbio su "severo ma giusto". In questo suo ultimo singolo, Di Nardo mette infatti a fuoco la perdita dell’innocenza e delle illusioni giovanili che accompagna i primi scossoni dell’età adulta: una fase complessa in cui, dopo aver intravisto quanto il mondo sia tutt’altro che benevolo, diventa necessario farsi le spalle larghe per riuscire, in qualche modo, a sopravviverci dentro.

A conti fatti, una traccia urban pop moderna nel sound e schietta nel contenuto, che accende la nostra curiosità attorno a VOLUME 1, il nuovo EP di Di Nardo. Una prova sulla media distanza presentata come "un viaggio sonoro che parla di crescita, cambiamento e riscoperta di sé" di cui 26 rappresenta l'ultima (e riuscita) tappa di avvicinamento.

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La recensione 26 di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-04-18 21:49:38

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