PS5 - Pietro Santangelo 5tet Baccanalia 2026 - Jazz, Afro-beat

Baccanalia precedente

Tra afrobeat e suggestioni mediterranee, un EP che mescola radici ancestrali e tensione contemporanea.

Baccanalia, il nuovo EP dei PS5 - no, non l’ultima console di Sony, ma l’acronimo di Pietro Santangelo 5tet - è l’ennesima dimostrazione di come, se si volesse individuare un luogo in Italia in cui la musica sia tuttora una materia davvero duttile e malleabile, la scelta non potrebbe che ricadere su Napoli.

A due anni di distanza da Echologia, l’ensemble partenopeo torna con una prova sulla media distanza che continua a esplorare quell’ecosistema multietnico già al centro del precedente disco in studio, arricchendolo di nuove sfumature capaci di ampliare ulteriormente gli orizzonti sonori.

Partendo da radici ancora ben piantate nelle ipnotiche poliritmie dell’afrobeat, il gruppo capitanato dal polistrumentista Pietro Santangelo - già attivo in realtà underground come Slivovitz e Crossroads Improring e con alle spalle collaborazione con nomi del calibro di Nu Genea e Fitness Forever - arricchisce ulteriormente il proprio lessico, inglobando stili, strumenti e influenze che attraversano buona parte del bacino mediterraneo.

Trascinati dal costante groove prodotto dal basso di Vincenzo Lamagna, i PS5 costruiscono, nell’arco dei venti minuti attraverso cui si snoda Baccanalia, un mosaico sonoro che riesce a tenere insieme le melodie modali e asimmetriche della tradizione greca di Caligine e Pirrica, le suggestioni desert blues di Kosmos - filtrate però attraverso una sensibilità mitteleuropea grazie al respiro profondo e meditativo del fujara, antico flauto armonico pastorale slovacco - e le sincopazioni di un jazz-funk acustico ed etnicizzato (Lupercalia), dove congas, shekeré e intrecci di sax alto e baritono finiscono per dialogare in un equilibrio costante tra pulsioni afro-cubane e gusto più occidentale.

Con questo loro ultimo EP, i Pietro Santangelo 5tet mostrano un'indubbia sensibilità nel costruire un sound costantemente sospeso tra tensione contemporanea e risonanze ancestrali. Un sincretismo sonoro che guarda alla contaminazione non come semplice esercizio stilistico, ma come linguaggio vivo, organico, profondamente umano, "parlato" da cinque musicisti che si rivolgono alla musica dandole del "tu".

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La recensione Baccanalia di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-05-25 00:00:00

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