Hyperpop alieno e complotti digitali sotto un cielo synthpunk.
Continua la folle e stralunata - qui davvero più che mai - corsa dei MECHA PRJT che, dopo aver chiuso lo scorso anno con il disco d'esordio Alte Aspettative, tornano nel bel mezzo di questo 2026 con LA LUNA (stanotte), il loro nuovo singolo.
Prodotto da Sputnik Music Group su distribuzione Altafonte Italia, l'ultimo pezzo sfornato dal trio romano si muove per centoquaranta secondi all'interno di una formula ormai ben rodata, costruita attorno a un pattern di drum machine che rimbalza senza sosta tra cassa dritta e breakbeat sincopati su cui vengono appiccicati synth acidi e voci affogate da ettolitri di vocoder e autotune.
Un sound massimale e sparaflashato, in equilibrio su una corda tesa tra le distorsioni sintetiche dell'hyperpop, il lisergico singhiozzo della drum & bass e la nostalgia pixelata della chiptune, filtrato attraverso un'estetica e un'attitudine DIY squisitamente punk. Sopra questo caos controllato i MECHA PRJT stendono strofe e ritornelli che, tra alieni, teorie del complotto, terrapiattisti e Intelligenza Artificiale, sublimano il fascino ipnotico di quel candido satellite che ogni notte spunta sopra le nostre teste.
Guarderò la luna stanotte
E penserò come hanno fatto a metterla lì
Guarderò la luna stanotte
E penserò come hanno fatto a metterla lassù
Cantano i MECHA PRJT nel loro ultimo singolo. LA LUNA (stanotte) è una mattissima cavalcata digitale in grado di farsi beffa delle infinite e assurde dietrologie partorite dal nostro sciroccato presente.
L'ennesima conferma di un percorso musicale che, pattinando costantemente sul filo tra il serio e il faceto, continua il suo viaggio caotico e fuori asse senza mostrare il minimo segno di cedimento o intenzione di rallentare.
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La recensione LA LUNA (stanotte) di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-05-14 23:22:36

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