Federico MannellaEchi Lontani2026 - Cantautoriale, Blues, Rock d'autore

Echi Lontaniprecedenteprecedente

Un viaggio sospeso tra sogno e cortocircuito mentale, dove sonorità bluesy e sensibilità francese si intrecciano in un equilibrio suggestivamente fragile.

In un mondo in cui sembra che chi grida più forte abbia sempre ragione, Federico Mannella decide di prendere con Echi Lontani, il suo ultimo singolo, una strada ostinata e contraria. A più di tre anni dall'uscita del suo disco d'esordio GRIGIO, il musicista, architetto e fotografo italiano di nascita e parigino d'adozione torna con un brano scritto a quattro mani con il fratello Michele, al quale ha scelto di dedicarlo.

Quattro minuti scarsi di ascolto trascinati dall'andamento rilassato di una chitarra elettrica che, tra accordi "abbelliti" da double stops, hammer-on e pull-off, propone un sound bluesy, dal forte retrogusto hendrixiano. Fraseggi melodici e dinamici, capaci di creare un mood sospeso tra sogno e introspezione, a cui Mannella decide di aggiungere un'ulteriore nuance malinconica con linee vocali sussurrate che, pattinando costantemente sul filo dello spoken word, guardano da vicino lo stile parlé-chanté alla maniera di Serge Gainsbourg e Léo Ferré.

Il risultato è un pezzo rock dalle venature autoriali, in bilico tra suggestioni americane e sensibilità transalpina, su cui l'artista italo-parigino adagia un testo immaginifico, attraversato da una forte componente onirica ed esistenzialista. Brandelli di strofe che raccontano quei momenti in cui la mente, sovraccarica di pensieri, sembra andare in cortocircuito, smarrendosi in un flusso indistinto di ricordi e percezioni rarefatte, fino a sfiorare una sensazione di vuoto.

Quando la testa ti scoppia
E tutto gira intorno a te
La realtà resta fuori e dentro rincorri
Frammenti d'immagini
Senza dimensioni
Ricordi lontani o illusioni

Canta Federico Mannella nelle battute iniziali del suo ultimo singolo. Al netto di un lirismo talvolta fin troppo sibillino e di un’impostazione vocale che, a tratti, sfiora una teatralità leggermente forzata, Echi Lontani è un pezzo impegnato e impegnativo, che nella sua essenzialità richiede la giusta dose di attenzione per essere colto in tutte le sue sfumature.

Un brano capace, in meno di quattro minuti, di tenere insieme dimensioni profondamente interconnesse - il cantautorato italiano e la chanson française - con sonorità d'oltreoceano, dando forma a un impasto di musica e parole che, a conti fatti, riesce a lasciare una traccia del suo passaggio in chi lo ascolta.

---
La recensione Echi Lontani di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-04-25 16:44:09

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autoreavvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussioneInvia