ASSAImeteora2025 - Rock d'autore

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Una ballad pop intensa e immediata, sospesa tra malinconia appenninica e vibrazioni rock.

Dentro “Meteora”, il nuovo brano degli Assai, ci sono coordinate emotive molto molto precise. Si sente nelle immagini, nel modo in cui il pezzo lascia respirare le parole, nella scelta di un pop essenziale che punta tutto sull’impatto umano della canzone. Le terre d' Abruzzo, in particolare gli Appennini, entrano nella scrittura come una forma di identità, ruvida e sincera, capace di guardare alle illusioni senza trasformarle in banalità canzonettistica. Sono le stesse terre di John Fante e di Perry Como, ma anche quelle di guerrieri leggendari come Vitelliù e della Brigata Maiella. Mito e folklore, sangue e identità.

L’atmosfera richiama davvero certe ballad dei primi Negrita: chitarre asciutte, melodia immediata, quella sensazione di viaggio interiore che sa di notti lunghe e strade percorse senza fretta. “Meteora” trova il suo equilibrio proprio nella semplicità. L’arrangiamento accompagna il brano con naturalezza, lasciando spazio a un ritornello che resta in testa già dal primo ascolto e a un testo che evita pose e costruzioni artificiose.

Il cuore della canzone è tutto dentro l’idea della “meteora”: brillare per un momento, attraversare il cielo senza pretendere l’eternità. È una riflessione sul desiderio di emergere, sui sogni coltivati fino a trasformarsi in ossessioni, sul bisogno di trovare infine una misura più umana della felicità e dell'amore. Gli Assai raccontano la loro dimensione universale con uno sguardo maturo, consapevole, quasi liberatorio.

“Meteora” funziona perché conserva un’anima pop genuina e mantiene una bella coerenza emotiva dall’inizio alla fine. È una canzone che parla di fragilità senza perdere energia e credibilità.

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La recensione meteora di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-05-19 07:13:00

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