Michael The SkillerzEasy Blood2026 - Rap, Hip-Hop

Easy Bloodprecedente

Il rap era meglio prima? Domanda sbagliata.

Quattro samurai avanzano fianco a fianco per le strade di una grande metropoli, immersi nella luce incandescente di un tramonto. Ognuno di loro custodisce gelosamente una disciplina sacra: DJing, MCing, Breaking e Writing. Arti antiche, tramandate di generazione in generazione, da sfoderare come affilatissime katane ogni volta che qualche miscredente o falso profeta si azzardi a dire che il rap, nella sua forma più autentica, sia ormai "roba da vecchi".

È questa l'immagine, a metà strada tra un film di Tarantino e un manga giapponese, che Michael The Skillerz cerca in tutti i modi di ricreare con Easy Blood, il suo ultimo disco. Un album collaborativo, figlio di un giuramento fatto da quattro guerrieri che lasciano parlare istinto e creatività, trasformando quella tradizione in qualcosa di vivo, pulsante, ancora capace di colpire con precisione chirurgica.

Oltre a quella del rapper bresciano, Easy Blood viene infatti impreziosito nel corso dei suoi quaranta minuti abbondanti, dalla penna di Tau mentre G.Love e Dj Erbo plasmano con le loro mani un piccolo universo sonoro che guarda senza esitazioni alla rawness più sfacciata dell'hip-hop old school.

Un tripudio di beat spudoratamente boom bap, concepiti mescolando campionamenti e drum samples dal forte retrogusto soul-jazzy, scratching di vinile come se non ci fosse un domani e chops di strofe che strizzano inevitabilmente l'occhio ai grandi classici del rap italiano e della East Coast: da In Linea di Neffa - "Nasce giù nel Bronx già da vecchia data", campionato in Anthem - fino a My Melody di Eric B. & Rakim, con l'iconica "Because I’m number one, competition is none" che riaffiora in Ryūsei Kazan.

Una continua celebrazione del passato, costruita attraverso un intricato gioco di citazioni che non si limita alla sola musica, ma abbraccia anche cinema e cultura giapponese. Le dieci tracce di Easy Blood sono infatti disseminate di skit e frammenti sonori estratti da opere entrate ormai nell’immaginario collettivo. È il caso del celebre monologo di Essi Vivono, che in Tenbu Hōrin viene trasformato in un vero e proprio refrain ("Vi stanno alle calcagna come ombre, stanno riempiendo di amarezza le vostre viscere") o dell'altrettanto famigerata battuta di Ken il Guerriero - "Allora, che c’è… avete perso la baldanza?" - posta in chiusura di Backfist Combo

Un massiccio corpus di riferimenti ulteriormente rafforzato dagli stessi titoli dei brani, presi in prestito da una lunga serie di manga come One Piece, Naruto e Bleach, capaci di suggellare un immaginario condiviso fatto di VHS consumate, pomeriggi trascorsi davanti alla televisione e storie senza tempo.

E questa narrazione, talmente rigorosa da sfiorare l'abiura di sé, trova la propria spannung in due momenti chiave: Spine RipInfinite Tsukuyomi, rispettivamente terza e penultima traccia del disco. 

La prima si distingue per la partecipazione diretta - e non mediata da semplici skit o campionamenti - di un fenomeno del rap italiano come Jack The Smoker, che si diverte a inanellare punchline a tema culinario con l'estro di uno chef stellato.

La seconda è invece una vera e propria traccia-monstre: quasi nove minuti e mezzo di durata che, sulla scia di un monumento dell'hip-hop nostrano come Battle Royale del Machete Mixtape Vol. 3, trasformano il beat pesante e marziale confezionato da G.Love in un’arena in cui Michael The Skillerz e Tau si battono con altri quattordici MC a suon di rime e incastri. Una maratona urbana priva di ritornelli, in cui ogni rapper trova lo spazio necessario per imprimere la propria personalità, alternando metriche, registri e stili differenti senza che il brano perda mai compattezza.

A conti fatti, Easy Bloodè un enorme atto di amore verso la forma più pura dell'hip-hop. Un disco che indossa con orgoglio la propria estetica vintage ma che, dietro la patina nostalgica, evita accuratamente la trappola del revival fine a sé stesso grazie a una direzione musicale coerentissima e a una tensione narrativa capace di tenere costantemente alta la soglia dell'attenzione

Perché, al netto delle infinite discussioni tra chi sostiene che "il rap era meglio prima" e chi invece guarda esclusivamente al presente, per capire davvero l’evoluzione di un genere bisogna prima conoscerne le radici. "Dove cazzo vai, se non sai da dove vieni?", si chiedeva Salmo in 1984. Una domanda che sembra attraversare in filigrana tutti i quaranta minuti di Easy Blood, e alla quale Michael The Skillerz, Tau, G.Love e Dj Erbo rispondono con una chiarezza cristallina.

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La recensione Easy Blood di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-06-15 15:32:23

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