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album Turborockers 2000 Bastet

recensione Bastet Turborockers 2000

Sleazorama 1999 - Rock'n'roll, Punk

RECENSIONE
13/06/2000 di Enrico Rigolin

Vai col glam! Mi vedi? Sono tamarrissimo, ho cercato il collo di pelliccia della nonna, ho la panza ma vorrei i pantaloni di pelle aderente, ho prenotato dalla parrucchiera, ché mi voglio cotonare i capelli… Ecco come si diventa "Turborockers 2000", colpa dei Bastet. Colmo dei colmi, ho riesumato dalla parete di cassette i vecchi Faster Pussycat (a.d. 1989!), ma adesso devo dirvi dei Bastet.

Capite le coordinate? Non solo glam roll alla Motley Crue o Hanoi Rocks (cazzo, ma davvero qualcuno se li ricorda ancora?), ma anche - asseriscono loro - svisate più marcatamente punk stile Misfits; è questa la ricetta del folle quintetto patavino: descrizione più che azzeccata anche se, lo dico sin da ora, un maggior piglio melodico e maggiori accenti punk mi avrebbero fatto davvero strippare! Comunque, non avrei mai pensato di entusiasmarmi per un gruppo che propone simili sonorità (e immagini), ma i ragazzi, va ammesso, ci sanno fare: in Lipstick Army ad esempio, il solo di chitarra ben evidenzia che non di soli power chord è fatto quello che loro definiscono "turboglam’n’roll" (dove "Turbo" può anche ricordare parecchio gli scandinavi Turbonegro e, se vogliamo, anche i compaesani Gluecifer: 2 nomi non a caso). Forte di una intensissima attività live (con concerti anche in Germania), l’act della band dev’essere, pur non avendo avuto modo di vederli in azione, molto trascinante, con volume eccessivo, make up pesante, livello tecnico elevato e coinvolgimento totale degli astanti!

E adesso farei meglio a ricollocare i Faster Pussycat nella polverosa pila di cassette, giusto vicino ai Poison, per dirvi concludendo che sì, si saltano piè pari gli anni ’90, allorché alcune bands (Seattle e dintorni: voi ed io ci siam capiti) spazzarono via tutto quel che c’era prima ma… ecco, non proprio tutto: ok, fuori dal tempo, tamarri quanto si vuole, chitarrozze ultra sature e testi incomprensibili, questi Bastet; eppure, il tutto servito con dovizia, fede e sincerità assolutamente da apprezzare.

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