Sette tracce da concepire come un unico e ininterrotto set, a metà tra un ambient rassicurante e beat ossessivi
Nella musica, come del resto nella vita, può capitare di essere invasi dalla voglia di nuovi inizi, di riassumere tutto quello che si è appreso in esperienze passate, e forti di questi insegnamenti rinascere sotto nuove forme. Ѐ il caso del musicista sardo Marco Chierchi: dopo aver fondato e aver per anni calcato i palchi con la rock band Nielsa, ha deciso di dar vita a un nuovo progetto solista: Nudo. E, dopo qualche tempo di sperimentazione dal vivo, ha rilasciato un album omonimo.
Nudo parte dall’attitudine e dalle sonorità rock esplorate dall’artista per anni, ma ci aggiunge una forte anima elettronica. Il disco contiene sette lunghi brani strumentali, a metà tra un ambient rassicurante e beat ossessivi e lisergici. I brani sono apparentemente delicati, con la drum machine che si mischia leggera con i sintetizzatori. Complice anche la loro durata, tuttavia, evolvono da delicati a martellanti, si insinuano nella corteccia e riescono a raggiungere l’obiettivo di trascinare chi ascolta in una dimensione terza e onirica.
Il disco arriva dopo una maturata esperienza con i live, ed è evidente. Più che come pezzi validi singolarmente, le tracce che si susseguono vanno concepite come un lungo e ininterrotto set. Da ballare senza scatenarsi, senza perdere il controllo.
Anche se in senso stretto (tra gli strumenti, la scrittura e gli arrangiamenti) i rock c’è ben poco, la precedente vita di Marco Chierchi è presente nell’arguzia con cui i suoni sono uniti e calibrati. Nudo è un ottimo esperimento, che può trovare la sua dimensione ideale nei closing party a tarda sera dopo i live, quando rimane un po’ di voglia di ballare e sopraggiunge un po’ di stanchezza.
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La recensione Nudo di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-06-29 10:15:00

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