Tre minuti intrisi di adolescenza, fumo “marijuano” e chitarre jangly per non prendersi troppo sul serio.
Con Loverboy, il loro ultimo singolo, i The Falls decidono di trasformare in musica piccoli sprazzi di ribellione giovanile che, in meno di tre minuti, appaiono e scompaiono come sbuffi al sapore di marijuana dissolti nel pulviscolo di una stanza.
E non è affatto un caso che il fumo evanescente che permea l’ultimo brano sfornato dal quartetto romano abbia quel retrogusto piacevolmente acre del "verde proibito". Perché è proprio dal fornello incandescente di una piccola hash pipe ("Smoking, I’m smoking at the bowl and I don’t like you") che Loverboy irradia strofe e ritornelli in bilico tra il bisogno di trovare un posto tranquillo - in questo caso il bagno di casa - dove dare forma a pulsioni e desideri "da adulti" ancora difficili da comprendere a quell'età ("But what now, a creeping wish is burning me inside here") e gli scazzi prepotenti e continui con i genitori ("Mum knocks on door / Shouting out / 'Supper’s ready!'").
Versi intrisi di irrequietezza adolescenziale a bassa intensità, cantati dal frontman Francesco Lattes in un inglese non eccellente ma tutto sommato passabile, che i The Falls affiancano a un sound costruito attorno a un tiro secco e incisivo di basso e batteria, con un'evidente strizzatina d’occhio al surf rock americano. Sopra, chitarre jangly pulite ma tutt’altro che timide, riescono a mordere il mix senza perdere la propria brillantezza. Se nelle strofe volgono il proprio sguardo alla new wave dei primi The Cure - quelli di Boys Don't Cry, per intenderci - nell’assolo si tingono di sfumature pseudo-psichedeliche grazie all'aggiunta di un chorus che ne rende il suono più liquido, dilatato e piacevolmente stralunato.
A conti fatti, Loverboy è un pezzo adorabilmente scanzonato, tanto nelle parole quanto nella musica. Un singolo in grado di centrare un obiettivo per nulla scontato: far divertire. Cosa che, in un mondo dove tutti sembrano prendersi troppo sul serio, si lascia ascoltare volentierissimo.
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La recensione Loverboy di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-07-20 22:41:27

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