Due chitarre che si incontrano/scontrano per rendere viva, sul pentagramma, la vicenda di un rimorso biblico. Tutto convince con una certa attitudine pop
Qualche passo indietro, nel corso dei mesi precedenti, per pescare dal 2025 un singolo pubblicato dal Progetto Ogro: il titolo è "Qáyin", distribuito da indipendenti attraverso TuneCore.
Il primo elemento che cattura l'attenzione è la scelta di azzerare la dimensione testuale. Questo brano, infatti, si inerpica per circa centocinquanta secondi in un dialogo chitarristico tra resofonica e acustica, tra metallo e legno con Fabio Passiatore e Federico Prandini (queste le menti che animano Progetto Ogro) a rivestire ruoli e relativi contrappunti. Il nucleo della canzone approfondisce le vicende di Caino, divorato dal rimorso e dalla colpa per un tradimento che è foriero della inevitabile resa dei conti. Tutto mostra una certa profondità, com'è tipico di determinate sfaccettature strumentali, ma la scelta vincente si rende concretamente plastica ai timpani nel rendere il brano fortemente dinamico, bilanciato e incisivo al punto giusto per catturare qualsiasi tipo di fruitore.
È come trovarsi a metà strada fra musica ricercata e attitudine pop: di certo non è facile trovare un punto d'incontro, ma la sensazione è che i due musicisti bolognesi abbiano puntellato la propria chiave di volta, racchiudendo il tutto con la bella scelta di copertina di un quadro di Leon Spilliaert.
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La recensione Qáyin di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-06-25 20:10:18

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