Agronomist SCENDO COL 50 2026 - Rap, Electro

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Tra clubbing e flusso di coscienza, un banger rap tamarro al punto giusto, che dietro il sorriso mostra i denti.

È un vero e proprio flusso di coscienza, costantemente in bilico tra apollineo e dionisiaco, il fil rouge che attraversa i due minuti e mezzo di SCENDO COL 50, il nuovo singolo di Agronomist, nom de plume dietro cui si cela il musicista lucano di nascita e romano di adozione Vincenzo Lofrano.

Dopo aver inaugurato il suo 2026 con Fottere Di Meno, l'artista basilicatese torna nei mesi più caldi dell’anno con un brano che si allontana dalle vibes anni Novanta del suo predecessore, scegliendo invece la via della bangerata dignitosamente tamarra. Tra bassi pulsanti, lisergici bordoni di synth e groove da club, la traccia si immerge in un beat elettro-rap ipnotico e allucinato, plasmato dalle sapienti mani di MadLoco.

Il giovane producer, conterraneo di Lofrano, confeziona infatti una produzione che, nonostante la sua pregevole fattura, mantiene intatta la spontaneità più grezza delle rime e degli incastri partoriti da Agronomist durante un freestyle a cappella, sbocciato nel corso di una prolifica sessione notturna.

Versi sospesi tra lingua italiana e incursioni dialettali che, nel loro andamento randomico, passano da "shot di Jägermeister" a tipe che si bagnano "pure con una Panda", fino a scomodare filosofi e scrittori del calibro di Heidegger e Verlaine. Uno sghembo stream of consciousness joyciano in cui però si può scorgere un j'accuse scagliato contro le pose e l’ostentazione compulsiva alimentate dai social media, troppo spesso elevate dalle nuove generazioni a modello di riferimento quando, in realtà, non sono altro che una gigantesca vagonata di merda.

Non sono nelle charts, ma brecko molti hearts
La mia ex chiange, mo sta co nu pupazz'
Che dice sempre sì, ma sogna il mio QI
Posta cose su Gaza per portarsi un like a casa

Canta Agronomist nel suo ultimo singolo. SCENDO COL 50, sotto la scorza di pezzo banger pensato per far muovere il culo in pista, nasconde una scrittura che usa il caos come metodo. Le sue immagini apparentemente sconnesse, fatte di rime e accostamenti estemporanei, finiscono per comporre un discorso sorprendentemente coerente sul bisogno contemporaneo di apparire, performare e inseguire un’approvazione tanto immediata quanto effimera.

A conti fatti, una traccia con cui Agronomist rivendica la propria natura di weirdo che, nonostante un’età anagrafica apparentemente poco allineata con certi immaginari, riesce a mescolare hip-hop ed elettronica con molta più credibilità di tanti colleghi che, rispetto a lui, possono vantare parecchie primavere in meno alle spalle.

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La recensione SCENDO COL 50 di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-07-09 02:29:28

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