Cantautorato archetipico, sottili ironie e melodie ben cantate: ciulla mette insieme pezzi che combaciano, in un disco di quelli che vale la pena prendersi mezz'ora di tempo per ascoltarli
C'è una specie di regola aurea, per i dischi e per le canzoni: quando le strofe sono melodiche, i ritornelli in maggiore, e chi canta è molto intonato, l'ascolto è fondamentalmente un'esperienza piacevole. Elevarsi dal piacevole all'interessante, tuttavia, richiede altri elementi, per i quali non c'è ricetta o breviario (e meno male, sai che noia, se no). A modo suo, l'artista fiorentino ciulla è riuscito, in Anche gli sputi riflettono il sole, a mettere insieme una serie di pezzi che combaciano, e che hanno dato vita a poco più di mezz'ora di disco, di quelli che vanno nella categoria "ritagliatevi un po' di tempo per ascoltarlo, fidatevi".
Anche gli sputi riflettono il sole è un disco cantautorale archetipico. Ci sono tracce di Brunori, nell'utilizzo della voce e nella melodie delle strofe. C' Venditti nel racconto di storie parallele (Fare i soldi, il terzo brano, richiama l'intenzione di Che fantastica storia è la vita). E quando in Piccola e grande, il miglior brano del disco, ciulla cita i suoi amici per nome, è difficile non pensare a quando Lucio Dalla raccontò di esser andato a Berlino con Bonetti, in Disperato erotico stomp. Non vada inteso come mancanza di originalità: si tratta di mera ispirazione, che ciulla riesce a condire con elementi personali (sempre in Piccola e grande, per esempio, la batteria che entra nella seconda metà del pezzo è sorprendente, dentro lo schema del pezzo).
A rendere questo disco interessante, più di tutto, è il velo d'ironia sotteso in molti brani, che li salva da un comico prendersi troppo sul serio. Nella già citata Fare i soldi, ciulla racconta a modo suo la vita degli artisti che nelle loro città natali vengono osannati perché magari si esibiscono a qualche festa di paese, però poi nelle grandi città vengono presi in giro, perché si atteggiano a grandi star. Nella laica preghiera al pianoforte di FOMO - di non esserne lasciato preda, da solo; nell'arrangiamento trionfale di Mare di noia; nei bassi su cui muovere i fianchi di Ritorno a Napoli: tra le introspezioni di un narratore che si destreggia tra macerie e velleità, in ogni canzone c'è un piccolo appiglio per sorridere e magari addirittura per commuoversi, come capita quando dentro gli psicodrammi succede qualcosa di comico. E questa qualità, nella scrittura, non è comune.
E non resta dunque che sperare che ci sia chi abbia voglia di scavare un po' al di sotto delle melodie orecchiabili e dei ritornelli cantabili, per scandagliare le intenzioni dei pezzi. Ci sarà chi non lo farà: avrà in ogni caso un bel disco da ascoltare. E non è mica poco.
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La recensione Anche gli sputi riflettono il sole di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-08-30 13:16:00

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