Un brano elettro pop dal fascino vintage.
Il titolo potrebbe far pensare a un esercizio cerebrale, a una canzone che si prende troppo sul serio. Invece "Nichilista" di Luca Fol entra subito in un territorio più ambiguo e interessante: elettronica luminosa, malinconia trattata con leggerezza e una scrittura che gioca con il passato senza trasformarlo in un museo.
Il cantautore riminese costruisce un elettro pop dichiaratamente figlio degli anni Ottanta, ma la citazione non è mai ostentata. Nell’architettura del brano si avverte una parentela con Franco Battiato: quel gusto per la melodia elegante, per le parole che sembrano arrivare da un pensiero laterale e non da una semplice confessione sentimentale. Allo stesso tempo, il ritornello ha qualcosa della presa immediata dei Bluvertigo, soprattutto nella capacità di restare addosso senza diventare prevedibile.
Ma Nichilista non vive soltanto di riferimenti colti. C’è anche una componente più istintiva, quasi teatrale, che rimanda ad Alberto Camerini: quella leggerezza glam-punk che permette al pezzo di essere ironico, colorato, leggermente sbilenco. È proprio lì che Luca Fol evita la trappola del revival: non cerca di ricostruire un’epoca, la usa come materiale vivo.
L’arrangiamento è uno dei punti di forza. Synth dal sapore vintage, pulsazione elettronica, dettagli che sembrano usciti da una radio notturna degli anni Ottanta, ma con una produzione abbastanza asciutta da non risultare nostalgica. Il brano scorre con naturalezza e trova nel ritornello il suo centro: orecchiabile, sì, ma non costruito con la scorciatoia dell’effetto immediato.
Anche la voce contribuisce a questa identità. Luca Fol non forza il personaggio e non rincorre l’interpretazione “grande”: preferisce stare dentro il pezzo, lasciando che siano il timbro e il fraseggio a dare carattere.
Non è un brano pensato per piacere a tutti. Chi cerca il pop contemporaneo più lineare potrebbe trovarlo eccentrico, troppo legato a un immaginario preciso. Ma proprio questa specificità è il suo pregio, perché ha una personalità riconoscibile, un gusto vintage che non suona polveroso e una leggerezza intelligente che attraversa i decenni senza perdere efficacia.
Alla fine resta la sensazione di aver ascoltato un pezzo fuori moda nel senso migliore del termine: non inseguire il presente per forza, ma trovare una forma che continui a funzionare.
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La recensione Nichilista di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-07-23 09:55:16

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