Un album che unisce pop punk, indie e pop rock italiano per raccontare, con sincerità e senza filtri, il difficile percorso di chi prova a rimettere insieme i pezzi della propria vita.
Prima di tutto colpisce la sincerità con cui queste canzoni si espongono. Non c'è il tentativo di trasformare il dolore o di renderlo più epico del necessario: Difetti di fabbrica, album d'esordio di Kanestri, racconta una ricostruzione personale, fatta di errori, cadute e piccoli passi in avanti.
L'impianto sonoro guarda con decisione al pop punk dei primi anni Duemila, alternando chitarre energiche, ritornelli immediati e una scrittura che si muove tra il nuovo pop italiano, l'indie e qualche sfumatura rock. I riferimenti internazionali convivono con un gusto molto italiano per la melodia, dando vita a un equilibrio convincente che evita l'effetto nostalgia fine a se stesso.
Il filo conduttore è l'amore, ma non quello idealizzato. Qui è una presenza che cambia forma, resta anche quando tutto il resto sembra essersi sgretolato e diventa il punto da cui ripartire.
Tra i brani che rimangono maggiormente impressi ci sono "Panico", probabilmente il momento più intenso del disco, "Me lo so aggiustare", che racchiude bene il messaggio di rinascita contenuto nell'album, e "Nel Buio", dove la componente emotiva trova una delle sue espressioni più riuscite.
Difetti di fabbrica convince perché racconta un percorso ancora aperto, fatto di tentativi e ricomposizioni. È un lavoro che parla a chi è cresciuto con il pop punk dei primi anni Duemila, ma riesce a dialogare anche con il presente grazie a una scrittura autentica e a un'identità sonora ben definita.
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La recensione Difetti di fabbrica di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-07-11 08:14:59

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