Matteo Grossi - La Voce delle EmozioniL'uomo dei sogni2026 - Rock, Alternativo, Acustico

L'uomo dei sogniprecedente

Tra fiaba e voyeurismo, una scrittura intrigante azzoppata da una tecnica ancora acerba.

L'uomo dei sogni è il titolo del nuovo singolo di Matteo Grossi, cantautore originario di Pesaro che divide la propria vita tra la musica e il lavoro come agente di commercio di prodotti enogastronomici.

Oltre a presentarsi con un biglietto da visita piuttosto impegnativo - "come Bukowski, ma con la chitarra" - l'artista marchigiano firma, produce e distribuisce questo suo ultimo brano in totale indipendenza, seguendo la via della sottrazione: una ballad acustica "in purezza", costruita attorno a un dialogo essenziale tra la sua voce e tra la sua voce e il caldo, legnoso strumming di una sei corde unplugged.

Un approccio lo-fi "da sala prove", che a livello di attitudine sonora richiama l'alt-rock blueseggiante e "italico" di Litfiba e Negrita, in questo caso ridotto all'osso, su cui Grossi cerca di districarsi con gorgheggi abbastanza sregolati che, in più di un passaggio, sfociano in stecche evidenti, lasciando emergere un rapporto con il canto piuttosto amatoriale.

Un arrangiamento scarno e (volutamente?) sghembo, su cui il musicista pesarese innesta strofe e ritornelli che oscillano come un pendolo tra vedute fiabesche ("C’è un gran castello in mezzo a un bosco incantato/ Pieno di bei sogni e di tutto quanto hai mai desiderato") ed esplicite pulsioni sessuali ("E dentro una stanza ci sono io / Che annuso le tue mutandine"), trasformando il protagonista del pezzo in una figura ambigua, costantemente in bilico tra candore e malizia

A conti fatti, L'uomo dei sogni è una traccia che accosta con disinvoltura il "sorriso di un bambino" a un voyeurismo dai risvolti feticisti per la biancheria femminile, restituendo in tre minuti scarsi un immaginario che, proprio nella sua equivocità, lascia una scia di curiosità in chi lo ascolta.

Se sul fronte della scrittura Matteo Grossi riesce tutto sommato a offrire spunti interessanti, sul piano tecnico e vocale c’è ancora molto da lavorare: e se l’intenzione è davvero quella di essere "Bukowski, ma con la chitarra", il passo da compiere è ancora piuttosto lungo.

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La recensione L'uomo dei sogni di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-07-30 17:05:15

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