MECHA PRJTI DON'T SPEAK ENGLISH2026 - Indie, Funk, Hyperpop

I DON'T SPEAK ENGLISHprecedenteprecedente

Incontrare una ragazza all'estero ma non riuscire a comunicarci per barriere lingustiche è un bel disagio: ce lo ricordano i Mecha Prjt, con un lisergico e martellante hyperpop

Non per forza una canzone deve trattare un tema edificante, ci mancherebbe. Ne sono certamente consapevoli i Mecha Prjt, una band formata qualche anno fa da tre amici a Roma, che nuota nelle acque del synthpunk e dell'hyperpop. Nel loro singolo I don't speak english,hanno scelto di fare luce su un argomento magari triviale, ma di cui non si parla abbastanza: è una grande bugia, il fatto che l'italiano all'estero scopa al 100% (cito testualmente dalla descrizione del pezzo), e che gran disagio che è, quando si conosce una ragazza in quelle situazioni, ma si fatica a comunicare per le barriere linguistiche per le proverbiali carenze nostrane, quando si tratta della lingua anglofona.

Il pezzo, di per sé, non può esser preso sul serio, e tutti gli elementi, dal testo alla produzione, ne sono un memento. L'arrangiamento è lisergico, a tratti martellante, con un ritornello volutamente appiccicoso e leggerissimo. Le liriche sono dirette, avulse da figure retoriche, quasi come se fossero la trascrizione di una serata, tra i tentativi di comunicare con la (s)fortunata ragazza e gli immediati e conseguenti commenti con gli amici. "Scusa, anzi sorry, ma I don't speak english" si ripete fino a incollarsi nel cervello; il bridge con un forte riverbero nella voce recita sconsolato che "la globalizzazione ha già deciso se mi accoppierò".

C'è chi obietterà che non è che si deve per forza scrivere una canzone su tutto quanto, e che in questo scenario le difficoltà nel rimorchiare fuori dall'Italia sono un ottimo esempio di un argomento che può serenamente essere tralasciato. Sarà tuttavia importante contrattaccare che sì, magari è vero, ma che semel in anno licet insanire, e che quando tutte le componenti di un pezzo riescono a incastrarsi nella dimensione ironica e scanzonata che sta alla base, è comunque un buon lavoro. E se viene fuori un pezzo piacevole, non vedo perché non farlo.

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La recensione I DON'T SPEAK ENGLISH di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-09-02 08:14:00

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