Stefano Giaccone Come un fiore 2007 - Cantautoriale

Come un fiore precedente precedente

Voler fare un disco sulla morte. Farlo, eliminando ogni filtro letterario e ogni orpello consolatorio, restando incollati solo a delle storie. Quello di Stefano Giaccone è un disco pesante non per noia ma per peso specifico, è un disco denso, duro, che nulla concede ad un ascolto che non sia concentrato. Non è musica da sentire con mezzo orecchio, richiede attenzione, sforzo e impegno, pena l’essere rimbalzati in malo modo. Per fare un lavoro simile bisogna avere coraggio, circondarsi di validi sodali (Airportman, Dylan Fowler, Art, Ale Malaffo, Gigi Giancursi e Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione) e poi cercare di seguire un proprio sentiero: Giaccone centra con grande abilità ciascuno di questi bersagli, riuscendo a creare una costellazione di personaggi e vicende che si reggono in piedi con forza, ma anche per miracolo. È infatti complesso il modo in cui viene declinato questa sorta di concept: da un lato un attaccamento alla narrazione che omaggia in più punti Guccini, dall’altro uno spingersi in là in territori resi estremamente pericolosi da toni più enfatici (il recitato o i due pezzi strumentali finali). Un punto d’incontro tra (neo)realismo e accenni di melodramma che ricorda l’atmosfera di certi film di Luchino Visconti: quadri in cui non c’è presenza di pietà ma solo sottolineatura di drammi enormi ma quotidiani. È morte di fratello, bambino, madre, amico, eppure si indulge mai a retorica spicciola del dolore o ad abuso di luoghi comuni. Non un disco per tutti, né un disco da ascoltare in qualsiasi momento: la leggerezza è altrove, qui i fiori sono spezzati fin dalla copertina.

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La recensione Come un fiore di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2007-12-30 00:00:00

COMMENTI (12)

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  • utente0 11 anni Rispondi

  • utente0 11 anni Rispondi

    Si è un disco sulla morte. Un gran bel disco capace di creare una sua atmosfera. I pezzi vivono in uno stesso liquido che pervade tutto il lavoro, è la bellezza del disco ed il piacere di ascoltarlo

    Non concordo semmai con alcuni luoghi comuni riportati nella recensione.
    “nulla concede ad un ascolto che non sia concentrato”
    Personalmente ascolto il disco e mi lascio ammaliare dal suono, mi rilassa, mi piace.. non sono “concentrato” come dovessi risolvere un problema matematico, certo non è la solita robetta che si suona a vagonate nella penisola e che invade radio e internet.. ma anche ascoltare Coltrane esige un minimo di presa, altrimenti non stiamo parlando di musica ma di un rumore indistinto..
    “Non è musica da sentire con mezzo orecchio, richiede attenzione, sforzo e impegno, pena l'essere rimbalzati in malo modo” ma chi l’ha detto... ma c0s’è? Sembra che ascoltare questo disco sia impresa titanica.. ma dai..
    Ripeto è un bel disco..
    Scusate, conosco pochissimo Guccini, ma personalmente io la presenza di Guccini non l’ho proprio percepita.. tutt’altro.
    “Non un disco per tutti, né un disco da ascoltare in qualsiasi momento: la leggerezza è altrove”
    Insomma questo disco dovrebbe essere una palla di piombo! E poi quale sarebbe il disco da ascoltare in qualsiasi momento..? Addirittura la leggerezza è altrove.. ma come.. ? il lavoro si tiene insieme proprio perché è la leggerezza a renderne la trama invisibile. Questo disco è un inno alla leggerezza e qui non si parla che di pesantezza, di difficoltà, di sacrifici..
    Mah.
    Semplice, un grande disco. I pezzi uno più bello dell’altro, in particolare la versione Albion di Chris Wood, deliziosa.
    Baci e buon ascolto

  • utente0 13 anni Rispondi

    a proposito di dare il culo:



    e non solo:




  • enver 13 anni Rispondi

    credo tutto il mondo sappia ricavare il mio nick dalle mie iniziali. sento un frastuono comunque

  • stalker 13 anni Rispondi

    Certo, preso da Wiki,la stessa fonte che citi tu.Che parla di un criminale della comunicazione come Rommel che ipotizza 100mila morti,che poi nel 1997(sempre ha detto di loro degli U.S.A.)diventa 5000,ridicolo.Enver viene trattato con le stesso meccanismo riservato a tutti quelli che negli ultimi 100anni non sono stati disposti a dare il culo per il dio dollaro.

  • utente0 13 anni Rispondi

    oh, sì, abbiamo tutti sotto gli occhi come Hoxha ha civilizzato e reso economicamente avanzata l'Albania. Come ho fatto a non rendermene conto?

  • stalker 13 anni Rispondi

    Sciacquati la bocca prima di citare Hoxha,stronzetto!

    "Hoxha fu rimosso dal suo posto di insegnante in seguito alla invasione italiana del 1939 durante la Seconda Guerra Mondiale per essersi rifiutato di iscriversi al partito fascista albanese"

    "Hoxha confiscò fattorie dei ricchi proprietari terrieri e le riunì in fattorie collettive cooperative che consentirono finalmente all'Albania di diventare quasi del tutto autosufficiente come produzione agricola. Egli diede inoltre impulso all'industria e portò l'elettricità alla maggior parte delle aree rurali; furono debellate le epidemie di malattie ed eliminato l'analfabetismo"

  • utente0 13 anni Rispondi

    ci sono anche quelli che hanno nick da dittatori albanesi:


    :[:[:[:[

    libertà da guccini, il male assoluto!


  • enver 13 anni Rispondi

    tutti coloro che da adulti per scegliere il nick si rifanno ai cartoni animati o ai film fantasy per l'infanzia vanno passati per le armi.

  • utente0 13 anni Rispondi

    tutto ciò che sa di guccini va passato per le armi