Quando l'Intelligenza Artificiale canta e crea musica, sotto la direzione artistica umana
Manuele Friargiu ha inventato un'identità musicale virtuale da lui diretta, che si chiama Syntia Neural e che ha la voce indie e l'aspetto di una giovane donna. Così facendo, l'autore ha anche esplorato una nuova idea: la Human/AI Music, realizzata con strumenti generativi sotto la direzione artistica umana.
Tra codice e respiro è il concept album di debutto del progetto, un electro rock composto con le sonorità dei sintetizzatori, della batteria, delle chitarre distorte e naturalmente di elementi digitali.
Il disco scorre compatto, con un sound curato, che forse appare solo un po' troppo sintetico a tratti. Nei testi, a volte, si ha la sensazione che l'IA sia indotta nella tentazione della rima forzata, producendo almeno in parte versi un po' naïf. E poi in effetti, chi può dire cosa sia poesia e cosa no?
Nelle 10 canzoni, prima dell'epilogo strumentale Echi dal futuro, l'Intelligenza Artificiale sembra fare autocritica, analizzando il rapporto tra l'uomo e le tecnologie (Non credetemi sempre, Quando la mia luce si spegnerà). Così tra le righe, emergono interessanti riflessioni, fino all'apocalisse finale: "Ormai l’energia alimentava la rete, mentre i quartieri restavano al buio, per raffreddare migliaia di server, deviammo i fiumi, svuotammo le dighe..." (Segnali dal futuro).
Uno spiraglio di speranza resta comunque aperto, ma il contesto è duro. Dietro lo schermo racconta quanto di reale è nascosto in ogni istante digitale, Fuori produzione disegna l'amaro destino delle macchine scartate - "funzionanti ma non più necessarie" -, Ventisette giorni descrive un periodo di blackout totale delle comunicazioni digitali ed Errore necessario lascia spazio all'importanza dell'immaginazione.
Alle quattro del mattino è un ritratto notturno, molto umano, delle nostre città, mentre Mille vite riflette il punto di vista dell'IA sull'esistenza. C'è posto anche per me illustra, in fondo, il processo creativo che sta dietro i brani del disco.
Manuele sottolinea che ha ideato il progetto, il concept, l'identità di Syntia, la narrazione e la direzione creativa, ha "guidato" i testi e la loro revisione - sempre con il contributo di strumenti di IA generativa, come per musica e voci -, ha dato indicazioni relative alla creatività, all'ascolto, al confronto e allo sviluppo delle versioni ma, soprattutto, ha selezionato quelle definitive, perché "La responsabilità delle scelte finali e della pubblicazione resta umana".
Per le prossime produzioni sarebbe interessante lavorare ancor più nel dettaglio sulla forma canzone, con ulteriore cura delle strutture, della metrica e in particolare dei ritornelli: sono elementi fondamentali, per la cantabilità di un brano, da parte degli esseri umani. Ma in conclusione, Tra codice e respiro non è un disco sull'IA che sostituisce l'uomo: è un disco sull'uomo che utilizza l'IA per guardarsi allo specchio.
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La recensione Tra codice e respiro di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-09-28 22:26:33

COMMENTI (1)
Grazie siete stati magnanimi.
Bonus track entro l'anno a tempo perso senza rime, neanche alternate...Prometto!
😇⚰️😅
👋
.🙏.
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