Memoria, inquietudini e desiderio di esplorazione in un album dalle influenze variegate.
Lo spazio infinito per me è un disco che parte da una suggestione ampia, quasi cosmica, per arrivare in un territorio decisamente più intimo. Zak, cantautore bresciano, usa lo spazio come una metafora personale: il cielo, l'ignoto, la distanza diventano strumenti per parlare di memoria, inquietudini, desideri e di quella parte di sé che rimane difficile da mettere a fuoco.
L'apertura con "Carnevale" è probabilmente il momento più riuscito dell'album e anche quello che meglio presenta la poetica dell'autore. Una canzone che fruga nei cassetti della cameretta e in quelli della memoria, tra oggetti, ricordi e una dimensione emotiva adolescenziale che conserva ancora qualcosa di irrisolto. Zak guarda nei cassetti e trova le canzoni di David Bowie e Lou Reed, mentre nella costruzione del brano emergono anche la teatralità narrativa di Vasco Brondi e un'eco di "Ritorno a casa" degli Afterhours. Il risultato è personale a sufficienza per incuriosire, sostenuto da una scrittura che riesce a dare forma a una malinconia abbastanza concreta.
Da qui il disco prende direzioni differenti, mettendo in evidenza una certa eterogeneità degli ascolti di Zak. "Come se fossi qui" si muove su coordinate di rock alternativo, con una maggiore tensione elettrica, mentre "8 minuti" guarda alla ballata pop dei primi anni Duemila, affidandosi a una struttura più immediata e radiofonica. "Lacrime pop" si avvicina invece alle dinamiche dell'itpop, con una scrittura più quotidiana e un approccio melodico riconoscibile.
Questa varietà rende Lo spazio infinito per me un lavoro difficile da ricondurre a un'unica formula. In alcuni passaggi le diverse influenze risultano più evidenti della voce personale dell'autore, mentre altrove Zak trova una sintesi più convincente. Il disco sembra ancora alla ricerca del proprio equilibrio, soprattutto quando si allontana dall'intensità dell'iniziale "Carnevale", che resta il brano capace di imprimere maggiormente un'identità all'intero progetto.
Zak ha una sensibilità riconoscibile e una buona predisposizione alla scrittura narrativa; il passo successivo sarà riuscire a rendere questa sensibilità altrettanto omogenea nell'arco di un intero album.
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La recensione Lo Spazio Infinito Per Me di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-09-11 10:32:07

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