18/10/2007

Affermare che un album come “Music 4 losers” possa definirsi rivoluzionario nella storia della musica, potrebbe indurre qualche lettore ad intraprendere un’azione penale nei nostri confronti. Ciò perché l’esordio dei triestini Trabant (già autori in precedenza di interessanti demo), è completamente ispirato a sonorità che ormai affascinano diverse compagini, fuori e dentro i patri confini.

A segnare le coordinate, ad esempio, potremmo prendere a prestito i dischi che portano il nome di Disco Drive, Lcd Soundsystem, Rapture, Delorean, Radio 4 e compagnia cantante; insomma, tutte realtà che a loro volta trovano ispirazione in quella scena che ha come padri putativi i Talking Heads e il cui revival sembra non voler tramontare. Tuttavia non ci sembra che tocchi ai friulani dimostrare la propria innocenza, perché non crediamo abbiano particolare colpe nel continuare a portare avanti un progetto comunque credibile.

Si tratta, come sempre, di aspettative, per cui tranquillizzatevi e continuate l’ascolto anche dopo le prime battute di “187 p.c.”, intro al fulmicotone che palesa fin da subito le intenzioni del quartetto: ritmi serrati, chitarre in salsa new-wave e diverse spruzzate di synth per non smentirsi. Una ricetta, obietteranno i più maligni, di certo già trita e ritrita, ma che nella formula dei Nostri mantiene un’invidiabile freschezza. Si continua più o meno sulla falsariga per altri 4 brani (“Gone too far”, “Waste of time”, “Tonight to party”, “The emptyness”), praticamente una sfilza di ipotetici singoli che potrebbero fare la gioia di svariati dj in giro per i cinque continenti.

La successiva “Milky way” non ha nulla da invidiare alle tracce che la precedono, anzi avrebbe tutte le carte in regola per diventare un tormentone programmato da radio e tv della nazione. “Girlfriendbestfriend” e “Very boring” potrebbero invece rappresentare il lasciapassare per entrare nel roster della DFA, se solo James Murphy avesse la voglia e la possibilità di dare un ascolto a entrambi i brani.

La chiusura di “Happyness=guiltyness” è invece un inaspettato quanto insolito esperimento, che fa venire alla mente un incrocio che alrimenti si sarebbe potuto verificare solo se J Mascis un giorno fosse impazzito definitivamente nell’intento di cimentarsi con le strutture del post-rock. Situazione altamente improbabile, ma che così ricostruita rappresenta un ulteriore tassello per la definizione di un quadro d’insieme di assoluto spessore. Perché se è vero che non saranno dischi come “Music 4 losers” a dettare i tempi della rivoluzione musicale, di sicuro album del genere hanno quel fatidico “qualcosa da dire” che ce li fanno preferire a molti altri.

Commenti (11)

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  • alessandro esposito 11/06/2009 ore 13:45 @aleksandero

    Bravi muli :)

  • lele1980 11/06/2009 ore 14:14 @lele1980

    ma quant'è figo st'album?? ma voi siete di trieste allora? o la birra theresianner com'è?

    se vi serve un gruppo spalla quest'autunno noi ci siamo eh!:)

  • Trabant 11/06/2009 ore 16:14 @trabant

    la theresianer non è male ;) ma io almeno sono un fan della franziskaner eheh.
    per avere un gruppo spalla dobbiamo prima diventare bravi noi :) altrimenti poi facciamo brutte figure.

    grazie per i complimenti per l'album riferirò a tutti gli altri trabanti


    chuketti

  • lele1980 11/06/2009 ore 18:09 @lele1980

    la sto servendo al locale da qualche mese e sembra abbia un discreto successo...se passate da roma fatemelo sapere che vi offro una birretta e ci facciamo una sfida a biliardino trabanti contro sciadouline :]

  • Trabant 13/06/2009 ore 11:36 @trabant

    fatta! ;)
    ci si vede!

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