Un disco compatto, radicato nella tradizione hip hop e attento alla scrittura.
C’è un rap che cerca soprattutto l’impatto immediato e un altro che preferisce prendersi il tempo necessario per costruire un racconto. Camera di Pressione, lavoro a quattro mani di Ari Selva e del producer svizzero Vaynex, appartiene decisamente alla seconda categoria. Otto tracce compatte, attraversate da una scrittura densa e personale, che osserva la quotidianità con attenzione e trova nelle rime uno spazio per mettere ordine al rumore che arriva dall’esterno.
Le produzioni di Vaynex guardano alla tradizione hip hop degli anni Novanta e dei primi Duemila, con basi che lasciano alle parole il giusto spazio. Ari Selva le attraversa con una scrittura ricca di immagini, incastri e associazioni, muovendosi tra città e provincia, amicizie, disillusione, spiritualità e riflessioni sul presente. Il risultato è un disco che conserva un forte legame con la cultura rap delle origini, aggiornandone il linguaggio attraverso una sensibilità profondamente contemporanea.
L’apertura affidata a “Siamo In Diretta” chiarisce subito le intenzioni del progetto, con un brano orecchiabile che riesce a mantenere intatta la propria credibilità. La compattezza dell’album emerge anche nei ritornelli, spesso melodici e ben calibrati, come accade in “Niente Che Mi Tenga”.
È nella seconda metà che Camera di Pressione trova alcuni dei passaggi più convincenti. “Piromani” si sviluppa come un racconto privato, sospeso tra nostalgia e consapevolezza, e restituisce bene quella sensazione di tempo che scorre mentre cambiano le persone e il modo di stare insieme. “Ti aspetto come aspettavo gli amici a 16 anni / Che fingevamo di sprezzarli quegli istanti e sapevamo che / Erano importanti”, scrive Selva, mettendo a fuoco con poche immagini il valore di un’età che spesso si comprende davvero soltanto dopo averla attraversata. “Sulla Punta Della Lingua” cambia scenario e introduce atmosfere più metropolitane, mentre “La Siberica Scilla” chiude il percorso con un ritornello diretto e particolarmente efficace.
A tenere insieme il disco è una scrittura che preferisce l'osservazione alla posa. Ari Selva parla di provincia e città, amicizia e disillusione, politica e spiritualità con uno sguardo personale, capace di passare dal dettaglio quotidiano a considerazioni più ampie senza perdere naturalezza.
---
La recensione Camera Di Pressione di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-09-24 06:55:24

COMMENTI