Rock alternativo e sensibilità pop in un brano teso e potente.
La rabbia può avere una temperatura. In "Neve", nuovo singolo di Daniele Cella, la rabbia viene raccontata attraverso una sensazione fisica, quasi tattile: il freddo che attraversa il corpo e finisce per accendere qualcosa sotto pelle. Il nuovo brano del musicista pugliese, da qualche anno trapiantato a Milano, nasce da una riflessione sul progressivo impoverimento dell’empatia e su quella distanza che spesso si crea davanti al dolore altrui.
Un riff ostinato ne costituisce l’ossatura, sostenuto da una componente ritmica marcata. Le dinamiche cambiano più volte, stringendo e allargando la tensione fino all’apertura degli accordi, ampi e potenti. È una costruzione che restituisce bene l’idea di una rabbia rimasta a lungo sotto traccia, poi trasformata in impulso, reazione, energia.
Cella guarda al rock alternativo americano dei primi anni Duemila, con riferimenti che affiorano soprattutto nella scrittura e nell’impatto delle chitarre, mentre il ritornello si avvicina a una sensibilità più contemporanea e riconoscibile nel pop italiano. Il risultato è un brano immediato che si lascia ascoltare piacevolmente senza rinunciare a una certa ruvidità.
"Neve" è un brano che lascia intravedere molto chiaramente le coordinate di un percorso che Cella svilupperà nel prossimo EP. Un singolo solido, diretto, con un'energia ben calibrata.
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La recensione NEVE di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-10-09 00:00:00

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