NFFDEVIAZIONI2026 - Pop rock

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Un disco che guarda al rock anni Ottanta e Novanta per raccontare fragilità e smarrimenti dell'era moderna.

Deviazioni, nuovo lavoro discografico degli NFF, si muove dentro un immaginario rock che ha radici ben riconoscibili e che guarda soprattutto alla stagione degli anni Ottanta e Novanta. Dieci tracce costruite su una formazione classica: chitarra, basso e batteria in primo piano insieme a una scrittura che mette al centro inquietudini personali, conflitti interiori e una certa idea dell'oscurità come parte inevitabile dell'esperienza umana.

Il concept prende forma attorno al significato del titolo. La deviazione è lo smarrimento, la caduta, il momento in cui il percorso conosciuto si interrompe e diventa necessario cercarne un altro. È un tema affrontato dagli NFF tanto sul piano individuale quanto in rapporto a una società attraversata da tensioni e contraddizioni. Il disco insiste soprattutto sulla dimensione interiore, cercando nella sofferenza anche la possibilità di una reazione, di una luce che possa riportare verso il proprio sentiero.

Musicalmente, però, il disco guarda decisamente indietro. Il pop-rock degli anni Novanta si intreccia con atmosfere e sonorità più dure di matrice anni Ottanta, con testi e atmosfere che spaziano dall'hard rock al metal in brani come "Onda di male". Il riferimento ai Litfiba della prima stagione è particolarmente evidente, sia nell'arrangiamento che nell'interpretazione vocale, in alcuni passaggi parecchio vicina ai modelli di Piero Pelù. Un'influenza legittima, ma talvolta così scoperta da finire per ridurre lo spazio dell'identità personale della band.

"Giro di danze" è tra gli episodi che funzionano meglio, grazie a un andamento più incisivo, mentre "(A)Normale", già scelto come singolo, sintetizza bene l'impostazione del progetto. "Invincibile" introduce invece una componente più dark che contribuisce a variare il registro del disco e offre una delle sue prove più convincenti.

Il limite principale resta quindi legato alla forte dipendenza da un'estetica già ampiamente codificata. Anche quando i temi affrontati hanno una dimensione universale, il linguaggio scelto tende a collocarli dentro una precisa stagione del rock italiano, con riferimenti che risultano più nostalgici che realmente rielaborati. È una scelta coerente con la direzione artistica del gruppo, ma rende difficile trovare in Deviazioni un punto di contatto immediato con l'ascoltatore contemporaneo.

Resta un disco sincero nelle intenzioni, costruito intorno alla volontà di mettere in musica le proprie inquietudini senza cercare scorciatoie. Le sue deviazioni passano soprattutto attraverso territori conosciuti: sta agli NFF, eventualmente, trasformare in futuro queste coordinate in una strada più personale.

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La recensione DEVIAZIONI di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-09-26 08:38:00

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