re:pietro propone un pop che trasuda gioventù inserito in atmosfere ritmiche e noir, con cui chiunque riesce a impatizzare
Le canzoni di re:pietro, artista che viene da Alessandria, trasudano gioventù da tutti i loro pori. Nei codici di linguaggio utilizzati, nelle parole scelte, nel modo di cantare e nelle produzioni: quando si ascoltano, si ha l'impressione di assistere a un racconto senza filtri di com'è attraversare la prima metà dei vent'anni. E anche tutta la comunicazione attorno segue questa filosofia: non ci sono lunghi trattati a spiegarne l'esegesi o le cause scatenanti. Il tempo che non si passa a comporre e cantare, è meglio passarlo a vivere le cose, più che a riempire di parole quelle passate.
Eppure di fronte ai pezzi che l'artista ha racchiuso dentro una sorta di EP (più un raccoglitore di singoli disseminati negli ultimi mesi, a dire il vero) si riesce a empatizzare. Saranno i riverberi nella voce, le precise metriche e gli interessanti incastri delle strofe, ma la portata emotiva delle canzoni di re:pietro riesce a scavalcare le questioni anagrafiche e situazionali.
A metà tra Irama degli esordi, quando andò a Sanremo con Cosa resterà, e Fasma depurato delle produzioni rock di GG, re:pietro propone un pop iper-contemporaneo. Piccolo è un brano molto rimtico, dove l'autotune e gli accenti smorzano l'intenzione rap delle strofe. Guai si muove in territori più noir, dark nella produzione e nel racconto di una dura solitudine e delle troppe sigarette fumate. Atmosfere simili si trovano anche in Lara, dove la mente va a Peter White che conta i gin tonic bevuti in Narghilè. Petrolio, invece, parte al pianoforte prima dei sintetizzatori e della rabbia del ritornello.
re:pietro è sulla buona strada: ci sono le idee, e c'è la capacità di metterle in pratica. Il futuro lo pone davanti a una scelta. Se imboccare le vie del pop, o se invece seguire le orme del già citato Fasma o di centomilacarie, perseguendo produzioni più rock, per rinforzare ancora di più lo spleen che anima i testi. Con la speranza, qualunque sia la scelta, di non perdere quest'attitudine.
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La recensione re:pietro di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-10-19 12:20:00

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