Fratelli Savino WANNA 2026 - Rap, Hip-Hop, Urban

WANNA precedente

Orecchiette, mutui e hip-hop della East Coast: il sogno americano sa parlare anche in dialetto barese.

Il sogno americano incontra una provincia italiana che, nonostante le sue carenze, non ha alcuna intenzione di abbassare lo sguardo. È questo il filo conduttore capace di correre lungo i due minuti e mezzo di WANNA, il nuovo singolo dei Fratelli Savino, duo rap composto da Gabriele e Alessandro Savino originario di Palo del Colle, piccolo paese alle porte di Bari che, come raccontato a Say Waaad? su Radio Deejay, "sta un po' al capoluogo pugliese come Rozzano sta a Milano".

Un angolo di mondo così vicino eppure così lontano dalla grande città, in cui i due fratelli hanno vissuto sulla propria pelle il confortante abbraccio delle radici famigliari, ma anche gli schiaffi della noia e della mancanza di prospettive che dominano quella sorta di "terra di mezzo" incastonata nel tacco dello Stivale.

Un contrasto di affetto e livore che in questa traccia si trasforma in un vero e proprio inno di orgoglio provinciale, fatto di rime e incastri srotolati con quel "Puglia Slang" che dicono di padroneggiare al pari di Eminem in 8 Mile. E proprio come il rapper di Detroit, i Fratelli Savino raccontano di venire da un posto sconosciuto, troppo spesso dimenticato dalle istituzioni. Un luogo dove si tira avanti con lavoretti saltuari per sbarcare il lunario, sognando di salire su uno dei treni delle Ferrovie Appulo Lucane per tentare la sorte altrove.

Wanna, veniamo da un posto sconosciuto
U' fra', dallo stato mai nessun aiuto
Cmbà, i copponi per pagare il mutuo
Bari centrale FAL, provincia di Wanna

Cantano i Fratelli Savino nel loro ultimo singolo. Eppure, nonostante la voglia di cercare fortuna in altri lidi, i due rapper ribadiscono più volte in WANNA l'attaccamento alla propria terra, accostando continui riferimenti al rap e alla cultura americana - Snoop Dogg, 50 Cent e un fantomatico zio emigrato in America che li fa sentire un po' lì senza esserci mai stati - con la quotidianità pugliese, fatta di aperitivi a base di birra Peroni, orecchiette della nonna "come un product placement" e dialetto portato in alto persino durante un'eventuale ospitata a Passa dal Basement di Gazzoli.

A fare da cornice a questo andirivieni tra Atlantico e Mediterraneo ci pensa una strumentale che nelle strofe si affida a synth marziali e beat secchi e potenti che strizzano l'occhio all’hip hop della East Coast dei primi anni Duemila, per poi aprirsi nei ritornelli ai ritmi dembow "muoviculo" del reggaeton.

WANNA accosta senza forzature la sua attitudine festaiola e “americaneggiante” a un racconto identitario fatto di radici e genuina quotidianità pugliese, senza mai scivolare in spacconate pseudo-criminali false come una moneta da cinque euro. Chiudendo gli occhi, è facile immaginare i Fratelli Savino sul palco di un club hip-hop newyorkese, a smitragliare rime in dialetto barese davanti a un pubblico che "pompa l'aria" con le braccia a tempo di beat. Non succede, ma se dovesse succedere sarebbe tanto divertente quanto fico.

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La recensione WANNA di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-10-31 15:32:59

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