Animamara Velo di Maya 2007 -

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Dire che gli Animamara restino assolutamente estranei a tuoi sporadici accostamenti canterini dopo lo stop è cosa cattiva, perché vero è che tutta ce la mettono per entrare a scampanellare il tuo orecchio abituandolo ad un discorso sostanzialmente alternativo. Tuttavia non basta ciò a discolparli da pentagrammi spesso fin troppo labili a cadere nei confini monotoni di un suono scontato e limitante, al punto da dirli tentati dalla prevedibilità stilistica di buona parte dell’emersione sonora contemporanea. Ma il drastico non va di moda, così come i punti esclamativi sono per giudizi universali ed insindacabili che onestamente gli Animamara proprio non meriterebbero. Resta infatti da apprezzare l’evidente tentativo, in questo primo “Velo di Maya”, di proporre nel modo più personale possibile l’incontro tra spunti dark ed evidenti melodie radiofoniche tipicamente italiche, secondo le formule di un pop melodico e metallico consacrato negli ultimi anni da band quali Evanescence e chi altro ancora. Violini ed arrangiamenti orchestrali, tastiere e distorsioni al limite del dark restano a farsi carico di un suono chiaramente ispirato ad un classico repertorio di stampo cupo ed introspettivo, scuro al punto d’avvalersi di atmosfere gothic sulla scia di Perfect Circle e soprattutto Lacuna Coil. Tutto però resta preso alla larga, e quando è la voce femminile di Diana ad avere energie, sono gli strumentali ad essere flosci, ché magari fossero stati più corposi ed incazzosi. “Equinozio d’autunno” ed “Echi” sono probabilmente i componimenti più riusciti del disco, quanto basta per mettere l’interrogativo su un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto che sia.

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La recensione Velo di Maya di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2007-11-22 00:00:00

COMMENTI (1)

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  • utente0 14 anni Rispondi

    A parte il fatto che si chiamano "A Perfect Circle" e non "Perfect Circle"... Ma questa è una recensione? "Tuttavia non basta ciò a discolparli da pentagrammi spesso fin troppo labili a cadere nei confini monotoni di un suono scontato e limitante, al punto da dirli tentati dalla prevedibilità stilistica di buona parte dell'emersione sonora contemporanea." Mi spiegate che cz significa? Ma chi sei? Marzullo? :[

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