23/11/2007

Nuvole filanti su cielo opaco puntellato di pioggia. Carezze lievi sul tempo che passa, lentamente, poesia espansa nella magia di una voce leggera e intensa, accompagnata da note fragili di sottofondo, una trama sottile ricamata con brividi. La malizia sognante dei Cocteau twins, la raffinata elettronica dei Portishead, sussurri e arpeggi vocali, interpretazione morbida come galleggiare in acqua di seta e bianco: i brani attraversano con incanto chi ascolta, e avvolgono, e lasciano andare, tra rimandi gotici e malinconia hi-tech. Spiccano “Envie” e “Le cose più strane”, dove le liriche in francese e in italiano sono un valore aggiunto, e “Canone”, impalpabile e profumata di Dead can dance. Eleganza e misura, questo lavoro merita attenzione: a luci basse, a occhi chiusi, prêt a rêver.

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La recensione Angela Kinczly - Recensione - The legendary indian aquarium and other stories di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

Commenti (1)

  • enver 23/11/2007 ore 13:58 @enver

    internazionalissima. tra lei e vanvera tengo lei, di brutto

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