02/07/2008 di Federica Folino Gallo

Premetto che non ho una particolare predisposizione per i dischi live ma devo ammettere che i Sine Frontera hanno una speciale attitudine al palco. Appartengono a quella categoria di gruppi folk-rock, destinati agli amanti del genere, che però rischiano di cadere facilmente nello scontato.

Per intenderci, Van De Sfroos è riuscito a trovare una chiave di lettura unica con la sua musica a metà tra la tradizionale e il country-folk nordamericano raccontando in maniera divertente le storie di provincia. I Sine Frontera, invece, sono una miscela di ballate tzigane, country alla John Denver e musica popolare, manca, però, una collocazione precisa per buona parte dell’album. Ci sono alcuni buoni pezzi, “Bandabidun” ad esempio, che vorrei sentire nella loro versione in studio. La traccia più riuscita è “Wladimir Mahoney” con ritmi balcanici incalzanti che mi ricordano un po’ i Gogol Bordello di "Super Taranta". È indubbio che i Sine Frontera siano un gruppo energico e passionale, purtroppo sembra che non riescano ad affrontare un percorso creativo basato sull’originalità e la ricerca. Se le loro intenzioni sono di rimanere un'ottima live band non devono preoccuparsi, se invece vogliono trovare una loro spiccata personalità devono lavorare ancora parecchio.

Tracklist

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