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RECENSIONE
13/11/2007

Ascoltare l’ultimo disco dei Retarded, “Goes louder”, è come farsi una bella gita tra le sonorità dei grandi gruppi che hanno caratterizzato il punk degli anni ’90. Nonostante la copertina decisamente milanese, il loro punk rock ha qualcosa di scandinavo e di californiano. Saranno le influenze hard rock a là Turbonegro (o anche i Guns’n’Roses di “High Heels Short Skirt”), sarà che “Standing at the party without you” sembra fare il verso agli Hives, fatto sta che in molto momenti il disco fa venire in mente nomi appartenenti al rooster di etichette come la Burning Hearts o la Hellcat. “I won't give up” poi è esattamente quello che verrebbe fuori se gli Offspring di “Americana” si mettessero ad omaggiare i Dandy Warhols di “Bohemian like you”.

Certo a furia di rimandi la personalità ne risente, ma la cosa questa volta è più che bilanciata dalla qualità del materiale proposto. I brani sono uno più bello dell’altro, divertenti, orecchiabili, radiofonici e terribilmente catchy. Il disco scorre benissimo e va a memoria dopo pochi ascolti. Era davvero molto tempo che non ascoltavo un disco con un livello medio così solido.

Se il punk del decennio passato risveglia in voi dei bei ricordi, se amate ancora i Rancid di “…and out come the wolves” o le sonorità dei vecchi "Punk-o-rama", questo album non vi deve assolutamente sfuggire. Assolutamente.

Tracklist

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