26/11/2007

Raggi di sole e ombre dietro ai vetri, nuvole basse e rade si sovrappongono in un gioco di morbide correnti fredde, instabili come sogni del mattino ma sicure di sé al pari di un calcio al quotidiano. E tutto, ogni dettaglio impreciso, gli alberi ramificati secondo logiche ineccepibili e ignote, le montagne incerte tra neve e pietra, le foglie meste e il cielo, tutto mi sembra Verde. E non ho mai avuto trecce corallo, ma la canzone è mia, inevitabilmente, con i Diaframma i pezzi appartengono a chi li ascolta, non c’è verso, non c’è fuga, l’occhio è lucido. La voce di Nicola Vannini apre il viaggio a spunti notturni, sofferta tra mete mancate si trascina attraverso pieni giri di basso, ed è stanze fredde e scatole vuote e fuoco vivo sotto la neve. E’ il 1983, è la new wave più cupa e introversa, è un’esibizione asciutta e rabbiosa che muta in ansia, è la prima volta di “Siberia”. Con Miro Sassolini è diverso: la camicia abbottonata fin sotto al mento, e un trasporto di calore enorme. In un giorno qualunque, finestre sugli anni ottanta di nostalgia porpora, forte di ricordi e vene pulsanti. E’ dark, è post punk, è “Una carezza in un pugno” strizzando l’occhio ai Joy Division, è un oceano che esplode nella testa. E la testa si incanta sognante sulla spalla, perché Federico Fiumani invita a uscire per strada in questa notte azzurra, le tinte più chiare e l’amore diretto, e fuori dai finestrini è ancora tutto, sempre, Verde. Ma fra la dolcezza infinita e i fotogrammi di vita vissuta e il tempo statico dell’esplicitazione dei sentimenti, c’è dark, c’è post punk (abbatti il futuro!) c’è il giorno ferito che impazzisce di luce. Dieci anni di Diaframma a quindici anni di distanza, magneticamente attuali e magnificamente unici, e gli opposti e i volti e le inquadrature di questo album, che possono essere il live e l’unreleased, come il dark incisivo e netto e la new wave con slanci pop da innamoramento piuttosto che gli interpreti, si fondono nel personaggio Fiumani, autore di testi e musiche, leader carismatico e punto di riferimento nel panorama musicale italiano. Stile inconfondibile e indiscutibile fascino. Finalmente oggi sono vestita di Verde, e dietro la routine, spuntano, vistose, due trecce corallo.

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La recensione Diaframma - Recensione - Live And Unreleased di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 24/07/2019

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