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RECENSIONE
28/05/2009

Convincente, anche se ancora migliorabile, la proposta dei The sun of weakness segue la scia dei conterranei Novembre, leader massimi del gothic tricolore, e conferma della forza che in Italia questo genere ha sempre dimostrato. Le direttive sono quelle tracciate dalle quattro band che a chiunque vengono in mente se si parla di gothic metal (in rigoroso ordine alfabetico, Anathema, Katatonia, My Dying Bride e Paradise Lost), soprattutto nelle loro vesti più moderne, meno doom e più romanticamente dark. L'uso della melodia è ben sfruttato ed è in grado di ricostruire l'immaginario malinconico da cui i nostri attingono, con culmini emozionali degni dei Cure più cupi. Il cantato si dimostra elastico e ben sa adattarsi sia alle parti più quiete sia a quelle dove in pathos cresce e le chitarre si sentono nella loro pienezza. Di certo suonano un genere abbastanza inflazionato, con paletti ben precisi che spesso lasciano poco spazio alla sperimentazione. Per questo crediamo che proprio evitando le etichette e cercando di espandere il loro percorso artistico anche verso lidi meno esplorati e maggiormente avanguardistici potrebbero fare il salto di qualità che li farebbe uscire dall'ombra delle band di riferimento sopra citate.

Tracklist

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