20/03/2008

Posizionandoli nell'ambito dei generi, il solo post-rock sta abbastanza stretto alle intenzioni musicali dei M.A.Z.C.A.

A dirla tutta, alcune sonorità mi ricordano i toscani Tomviolence, per alcuni passaggi di sax e clarinetto, che quando si staccano da un registro sistematico, si elevano alle esaltazioni del Sun Ra più comprensibile. Ripuliti della ritmica invece, si avvicinano ai Piano Magic, ad alcune loro soluzioni oniriche a metà tra arie elettroniche e umori analogici.

Le definizioni umane molto spesso hanno ben poco a che fare con la magia della musica e ai suoi intrecci col sentire individuale. Così "Horse Don't Fly" riporta ad una vera cavalcata, avventurosa, intensa, poi stop. Calma, piatta, il respiro di un bimbo che dorme sospeso tra onde magnetiche: visioni. Quelle che questo disco regala. Sogni esultanti, rilassati, paesaggi ovattati, raccontati con voce rauca puntellata di xilofono.

Tutti a dire che il post-rock ha fatto il suo tempo, che è noia, poi ascolti un disco semplice come "First Hours Of Summer" e ti stupisci ancora.

Va bene che non sarà il tormentone della prossima estate, ma chi ha orecchie curiose, difficilmente rimarrà deluso.

Commenti (1)

  • fake 20/03/2008 ore 13:47 @fake

    evvai! :)

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