Malagang Malagang 2007 - Ska, Punk, Patchanka

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"Grazie a tutti, grazie al cazzo". Dice proprio così un pezzo di questo disco; un altro ha un'intro molto speciale: un rutto.

I Malagang vengono da un paesino delle Marche e sono il prodotto di una fusione di due formazioni, i Gang e i Malavita. Gruppi di cui ignoravo l'esistenza, pur essendo loro corregionale e pur avendo già passato da parecchio i 15 anni. Suonano uno ska punk ragga patchanka, poi riassunto in un'unica perifrasi: rock ribelle. Compagni comandanti assassini rivolta fuck-the-police distruzione politicanti protesta. Grazie alla destra e alla sinistra, fuck. Quasi i Beppe Grillo della situazione. In mezzo, anche le agitazioni sindacali degli anni '70 e '80, la mafia, la P2, qualche scorcio della Bologna di quegli anni con le matite di Pazienza, qualche tributo qua e là, per esempio a Junior Marvin, Lee Perry o i Clash.

Gli amanti del genere direbbero che tutto sommato, anche se non brillano di luce propria, non sono male. E però non sono i primi (e nemmeno gli ultimi) a fare proposte di questo tipo. E' come quando fino a qualche anno fa c'erano ancora quelli ostinati a non volere il telefonino, perché troppo capitalista, o omologato. Se li decontestualizziamo dai generi cui fanno riferimento perdono praticamente tutto, perché non inventano nulla ed è difficile ricordarsene. Ricordiamoci che i gruppi che valgono sono quelli che riescono a convincere i non appassionati del genere che suonano.

Quando tra gli ospiti leggo che ha partecipato anche un "cantastorie" di un altro paese marchigiano, mi viene da sorridere pensando alla fisarmonica ai saltarelli e alle sagre di paese. Purtroppo, subito dopo leggo anche il nome di un basco, celebrato come 'colui che agita e muove' nella sua terra – dove peraltro il disco è stato mixato – mi incazzo: a voler fare troppo gli anticonvenzionali e i protestanti spesso si finisce per finire in un altro calderone di massificazione che non fa arrivare da nessuna parte. Tutti con la kefia a sventolare le bandiere di Euskadi, fratelli. E via ancora di ska, ska-core e ragga. Ne abbiamo già visti troppi.

E non mi fate pensare al rutto che mi si capovolge lo stomaco.

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La recensione Malagang di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2007-11-09 00:00:00

COMMENTI (10)

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  • dumaswasmyfather 16 mesi Rispondi

    Concordo con @smettila
    Recensione da Asilo Nido.
    Magari con Francesca Michielin te la cavi meglio?

  • utente0 14 anni Rispondi

    Filottrano è la dimostrazione che musica e cocaina posso coesistere BENISSIMO.

    il problema della decontestualizzazione in effetti c'è. ma anche se prese nel loro contesto, la retorica di ete produzioni nostalgiche e zapatiste inside è ormai una cappella che non se ne può più.

    fate bene a difendere a vostra posizione, così come fa bene sara a difendere un commento al vostro disco un tantino acidello e snob (anche se di snobismo, a ben vedere, in giro ce n'è anche di più e in altri contesti).
    ma vi prego, basta slogan.

  • utente0 14 anni Rispondi

    Del PD?

  • smettila 14 anni Rispondi

    Io comunque l'ho presa anche un pò sorridendo figurati, il progetto Malavida nasce piu' che altro da tutta un'altra serie di contenuti, politici in primis e sociali poi (per quello ci siamo sentiti offesi), che la musica diviene quasi uno dei tanti mezzi, il primo è quello di portare giovani indottrinati dal fascismo nel piccolo paese di Filottrano lontani da cocaina e felpe Baci a Abbracci.
    Ogni anno insieme all'associazione Filottrano city Rockers si organizza un festival antirazzista senza i contributi di nessuno solo grazie all'aiuto di amici che abbiamo conosciuto negli anni spostandoci per lo stivale.
    Ciao saretta la prossima volta prima di accanirti cerca di guardare un pò dietro cavoli di porcherie del nostro livello di notorietà ce ne sono a valanghe e ho visto che troppe volte sei stata magnanima con zozzerie metallare di provincia totalemente vuote, spero tu diventi una brava giornalista.

    Un saluto e un bacio da Roma
    senza rancore Zeb

  • utente0 14 anni Rispondi

    Ah, un'altra cosa: "Malavita" e non "Malavida" è un errore di battitura, a volte succede. Mi spiace.

  • utente0 14 anni Rispondi

    Se parlo così è perchè sto mondo l'ho frequentato anche troppo. La Gang la conoscevo, non benissimo ma comunque non penso sia così grave. E in ogni caso, io in Spagna ci ho vissuto due anni e ti assicuro che la situazione la conosco fin troppo bene. Se dico certe cose, e non volevo comunque entrare in meriti politici, un motivo c'è. Poi ne possiamo parlare, si possono avere idee diverse, ci si può anche scontrare. Ma non sono radical chic, non sono snob e non sono del Pd. Poi se diventerò giornalista davvero, te lo dico fra due anni, quando mi danno il tesserino.
    Sara

  • smettila 14 anni Rispondi

    A Sarè partirei con il dire che "Se li decontestualizziamo dai generi cui fanno riferimento perdono praticamente tutto .....e non hanno inventato nulla" bè grazie mille di aver fatto conoscere al mondo le nostre intenzioni in merito alla costante ricerca di un genere innovativo infatti erano proprio quelle le nostre intenzioni, ossia di inventare insieme a Arnold Schönberg un nuovo modo di leggere la musica.
    Poi in merito alla decontestualizzazione se lo fai non hai capito molto di noi, anche perchè è proprio a quello a cui facciamo riferimento per raccontare le storie è il contesto, quello di joe strummer quello della strada quello della tradizione popolare della nostra terra.
    Il tuo incalzante cinismo radicalshic snobista dimostra la tua forse impossibilità di divenire una vera giornalista e quindi costretta e recensire gruppetti con la chefia e che ruttano sui cd mi dispiace.
    Questo non vuole essere una ripicca senza autocritica ma la rabbia nasce dal fatto che la critica non è rivolta alla musica merdosa che abbiamo inciso ma a tutto un mondo al quale apparteniamo e molti appartengono che viene deriso: "Quando tra gli ospiti leggo che ha partecipato anche un "cantastorie" di un altro paese marchigiano, mi viene da sorridere pensando alla fisarmonica ai saltarelli e alle sagre di paese" poi che vuoi noi poveri contadinelli di paese adoriamo sagre di paese e saltarelli che vengono tanto snobbati in Italia e su questo avremo tanto da imparare dai Baschi e poi parlare di Fermin o Kaki che dici agitano nella loro terra, si vede che proprio sei distante da tutto questo mondo.
    Vista la tua voglia inoltre di parlare di cose alle quali fai riferimento ma con una scarsa preparazione palesemente dimostrata nell'utilizzo di termini e canzoni gettati alla rinfusa senza capacità di assumere significati propri, dipingendoci come quattro poveracci che inneggiano alla ribellione, ti possiamo dire che nei paesi baschi dovresti farci un giro se non altro impari come si scrive Malavida e non Malavita.
    Dai l'ultima era un pò piccata però c'è solo un problemino finale sul quale vorrei porre la tua assopita attenzione da PD come minchia fai a recensire un disco così, senza conoscere chi sono i Gang, Fermin Muguruza, Banda Bassotti, te prego come si dice a Roma "Non se pò sentì".
    La prossima volta un pochina di informazione sarebbe gradita poi se vuoi parlar male della nostra musica sono il primo a criticarne i contenuti e gli errori e quando vuoi passa a Filottrano che ci facciamo un bel calice di vino magari avanti ad un organetto in una sagra paesana.
    Bella per tè Saretta.

    Zeb ex Malavida

  • utente0 14 anni Rispondi

    non conosci i gang e scrivi recensioni su un sito che parla solo di cose italiane, e per di più altrenative?
    ma che senso hai?

  • utente0 14 anni Rispondi

    marchigiana che non conosce la Gang.. quanti anni hai? :)

  • viaboldrini10 14 anni Rispondi

    'sti cazzi che recensione..:]