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RECENSIONE
30/11/2007

Partire dalle piazze ed arrivare nelle case. Giù il cappello vuol dare nuovo spazio alla musica popolare e, raccontando i luoghi della quotidianità, arrivare alle orecchie di tutti.

Pioniere dell'ardua impresa è stata la Bandabardò, che ballando e concertando ha sparso semi fino alla grigia Milano. Il gruppo di Pioltello diventa uno studente modello e, lasciando un piede nel folk, con lo sguardo lungimira fino al post-rock. "Impronta nella mente" è un' ottima testimonianza della fusione di carica ritmica e retrogusto melodico. Esordiscono con "Oasi", pezzo dall'atmosfera fiabesca e arabeggiante e si congedano scomodando la poesia greco-latina del "Ditirambo". Non solo a parole ma grazie ad una strumentazione alquanto singolare ed etnica. Percuotono il darbouka e vibrano insieme al bouzouki, per una buona lezione di world music. Nel mezzo omaggiano in chiave moderna un pezzo storico della tradizione popolare: "Mamma la rondinella", tarantata salentina.

Tra un tamburello e un clarinetto, il filo conduttore rimane una dimensione giocosa. Il disco ben rappresenta la capacità di spaziare fino al jazz, con quel pizzico di elettronica a fare da collante. E con il nobile intento di abbandonare il raduno estivo alternativo e allargare la cerchia di ascoltatori a chi la festa la osservava lontano, affacciato alla finestra.

Tracklist

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