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album Gods, Iron and Lovers Zoe Lea

recensione Zoe Lea Gods, Iron and Lovers

2007 - New-Wave, Indie

RECENSIONE
04/12/2007

I bassi delle canzoni indie risuonano nel corridoio in fondo alla sala, mentre le luci divengono sempre più fioche man mano che ti avvicini alla toilette. L’immagine di te riflessa nello specchio è pietosa, ma sei distratto dalle grida ansimanti provenienti dal cesso dietro di te. Non si risparmiano nulla mentre nella sala risuona “Lover Machine” degli Zoe Lea: in un crescendo orgasmico i loro respiri si adattano alle sporche linee di basso, alle poche parole del testo ripetute ossessive, geometriche. Forse detesti quella voce impostata, innaturale, parodistica, che tanto vorrebbe ricordare Ian Curtis. Eppure il tutto è congeniale, funzionale. Come negli altri brani del demo, intrisi di new wave in puro stile eighties, spigolosi e fieri nel ricordare gli stessi Joy Division (con una cover ‘essenziale’, priva di sbavature di “Heart and soul”) ed i CCCP di “Punk Islam” (in “River of gods”).

Esci dal locale, stanco e sfatto, pensando che “Gods, Iron and lovers” sia un demo apprezzabile, dalla registrazione dignitosa, per quanto privo di originalità ed eccessivamente prudente nello stile.

Tracklist

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