Postepay Empty Music for Crowded Rooms 2007 - Pop, Elettronica

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Probabilmente era inevitabile. I Postal Service continuano a distanza di anni a fare proseliti. Al punto che ora c’è un progetto che si richiama alle stesse sonorità postali e allo stesso immaginario postale. Postepay. Proprio come la carta prepagata delle benemerite Poste Italiane. Se il nome è incisivo ed eccitante come un mercoledì mattina in fila all’ufficio postale, la musica riprende tutti gli stereotipi di certa indietronica a bassissima fedeltà: pianola, drum machine ridotte all’osso, voce sgangherata e intimidita e poco altro. Una roba che alla lunga non spicca e non sfonda, pur non dispiacendo. C’è del talento che però ancora deve essere affinato, soprattutto sul versante vocale. Però il pop anni Ottanta di “Find Out” e la ballata notturna di “We All Desire”, con la citazione di “Calleth You Cometh I” degli Ark a fare da contorno nel ritornello, sono molto carine.

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La recensione Empty Music for Crowded Rooms di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2008-04-11 00:00:00

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