Bayan S/t 2006 - Rock, Alternativo

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Un gruppo che ti scalda con atmosfere soffici, che ti conforta. Uno di quei gruppi che vorresti trovare in concerto nel locale dietro casa al termine di una giornata irritante e faticosa. I Bayan riescono a conquistarti, facendoti dimenticare tutto il resto.

In un momento del genere sembra non esista niente in grado di eguagliare il ritmo del cembalo e del piano di “Complete me”, poterlo seguire, anche soltanto con un battito di mani. Ci si lascia sorprendere dalla voglia di averlo conosciuto prima, questo gruppo, per sapere le parole di “Baracca’s Avenue” e accompagnare il vocalist anche durante quella piccola stonatura che lo rende più intimo, più familiare. Come se fossero degli amici giunti a deliziarti con un unplugged privato.

Il sapore è quello degli Alice in Chains per il lato più scuro: facile accostamento in “Maya”, dove le chitarre tracciano linee lascive attorno ad un cantato esteso e vibrante e in “ Errata”, dove si sovrappongono familiari arpeggi in tono grunge. Ma i Bayan riescono ad allontanarsi da tale fonte con facilità, come mostrano le atmosfere leggere di “Kronos”, il piglio vivace della già citata “Baracca’s Avenue” e il piano velatamente Elliot Smith in “Complete me”.

Certo, ci sono anche degli aspetti meno brillanti, come “Delphi” o la superflua ghost track, ma agli amici si può perdonare tutto. No?

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La recensione S/t di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2007-12-06 00:00:00

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