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album Gazosa Gazosa

recensione Gazosa Gazosa

Sugar Music 2000 - Pop

RECENSIONE
03/08/2000

Più tempo passa, più mi riesce difficile riuscire a capire le mosse dei discografici italiani. Sì perché Caterina Caselli, a dispetto dei progetti banali che ci propone, è una discografica che sa fare benissimo il suo mestiere. Il successo internazionale della ragazza di Monfalcone ne è la riprova - ma sono ancora convinto che Elisa ha già finito le sue cartucce ancora prima di esordire. E dispiace anche leggere recensioni positive in merito alla sua musica, proprio perché il sottoscritto non è mai riuscito a mandar giù melodie e arrangiamenti di “Asile’s world” e, ancor di più, del suo predecessore.

Stessa sensazione (e stessi presupposti che non riesco a definire artistici!) si verifica con questi quattro giovanissimi (2 ragazzi e 2 ragazze), che se ho ben capito hanno, in totale, poco più di 50 anni! Evito la battuta sul presunto sfruttamento dei minori e mi chiedo: PERCHE’? Cosa abbiamo mai fatto per meritarci questo? Non bastavano le Cleopatra e gli Hanson a rubare spazi preziosi alla buona musica? E ciò a dimostrare una cosa, ovvero che in Italia si arriva dopo, sempre e comunque.

Ma non coscienti di ciò, quando il pomeriggio accenderemo la tv in attesa del caffè pomeridiano saremo costretti, magari su quei programmi subdoli come “Mtv selection”, a vedere queste 4 facciotte cantare una delle 13 canzoni contenute in questo esordio omonimo. E poi, mentre al supermercato spulciamo sotto la ‘G’, in cerca magari del nuovo lavoro dei Gang, sicuri che non lo troveremo mai, in compenso troveremo una lunghissima schiera di copie del disco di questi Gazosa. Sia ben chiaro, la mia critica non è dettata da pregiudizi, perché il cd ha incontrato il laser del mio lettore per circa 3 volte; dopo la prima ho avuto serie difficoltà a spingere di nuovo il tasto play, e alla terza occasione ho deciso che era il momento della recensione.

D’altronde cosa scrivere se non che “Gazosa” è un’accozzaglia di suoni, cover (Song 2, Nobody’s wife e Gimme some lovin’) e arrangiamenti dal taglio tipicamente commerciale - inteso proprio come esclusivo prodotto confezionato per il mercato? Dietro non trovo alcuna pretesta artistica, pur con tutte le fatiche del caso. Spendere perciò altre parole sarebbe un’inutile perdita di tempo: a buon intenditore…

Tracklist

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