09/01/2008

Il problema dei Mantram è che proprio non si capisce da che parte vogliano andare. Suonano un crossover che tocca un pop-rock radiofonico senza troppe pretese, con ritornelli morbidi morbidi e atmosfere da Tokyo Hotel. Un protonumetal che vorrebbe assomigliare ai Sysem Of A Down ma senza riuscirci, con un po' di Faith No More qua e un po' di grunge coi denti da latte là, senza alcun tipo di omogeneità o direzione. Sicuramente comprendere molte influenze nel proprio suono è una cosa positiva, ma qui non si capisce davvero cosa i quattro vogliano proporci. E' una questione che tocca molti, troppi, gruppi italiani che nel calderone mettono un po' di tutto, copiando a destra e a manca senza riuscire a trovare una strada propria, un suono personale, che riesca a dimostrarsi risultato di un percorso artistico individuale. Sono sicuro che ai Mantram la volontà non manca e la dedizione con cui si dedicano alla loro musica ne è testimone, il pericolo, piuttosto, è quello di un appiattimento generale. Provateci ancora!

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